Ostia, spot con citazione

Ostia, spot con citazione "testata" - Ultima Ora

Quintino Maisto
Agosto 9, 2018

"Sì ma sbrigate, c'avemo 30 secondi, falla meijo", sono le parole di una voce fuori campo. Avaro replica: "Ma che voi?"

In seguito alla diffusione della notizia, la consigliera municipale Maria Cristina Masi ha presentato un'interrogazione alla presidente del Municipio Giuliana Di Pillo, del Movimento 5 Stelle. E lì, nello spot che "pubblicizza" l'estate di Ostia e diffuso via radio nelle stazioni delle Metro romane, arriva lo slogan scandito: "Un'estate senza testate".

"Ostia è un luogo bellissimo ma lo spot 'Un'estate senza testate' non mi è piaciuto".

"Vieni a Ostia, mo te la do una capocciata", con evidente riferimento ai fatti dello scorso novembre e dell'emergenza mafia sul litorale. A richiederla, la consigliera di Forza Italia Mariacristina Masi che ha deciso di vederci chiaro: nell'interrogazione alla presidente del X Municipio si chiede infatti chi abbia dato "materialmente l'ok per questo genere di pubblicità", a quanto ammontino i costi dell'operazione, data e atto di approvazione dello spot in giunta e se, soprattutto, "per la Presidenza di codesto Municipio è normale utilizzare fatti di cronaca che hanno minato l'immagine nazionale e internazionale del Litorale della Capitale per pubblicizzare la stagione estiva".

Avaro ha replicato così: "La mia intenzione era quella di sdrammatizzare, di essere autoironici, di dire che a Ostia non ci sono solo coatti e capocciate".

Così l'attore, ostiense doc, commenta le polemiche che stanno invadendo notiziari e social network: "È stata una battuta su quello che è successo qualche mese fa a Roma - racconta -". Quando sono stato contattato dal Comune per chiedermi se volevo prestare la mia voce allo spot, da cittadino di Ostia mi sono detto felice ed orgoglioso. Hanno elogiato l'ironia del testo, che era risultato molto simpatico, nello spirito dell'estate romana. Ma dissi loro che l'avrei fatto a modo mio.

LEGGI ANCHE Sei anni di carcere a Roberto Spada per la testata al giornalista Rai.

Piervincenzi si era recato a Ostia per un servizio sull'endorsement che la famiglia Spada aveva fatto al candidato di CasaPound, Luca Marsella, alle elezioni nel X municipio di Roma.

L'accusa è di lesioni personali e di violenza privata aggravata dal metodo mafioso, secondo quanto stabilito dai giudici della IX sezione penale.