Cognato di Renzi e fratelli, Il Fatto Quotidiano: 'L'indagine rischia lo stop'

Cognato di Renzi e fratelli, Il Fatto Quotidiano: 'L'indagine rischia lo stop'

Prospera Giambalvo
Agosto 9, 2018

L'accusa, se acclarata, è gravissima.

Secondo gli inquirenti, il denaro sarebbe finito su conti privati riconducibili, a vario titolo, ad Andrea Conticini e ai suoi fratelli Alessandro e Luca per l'acquisto di una casa in Portogallo e per finanziare alcune società riconducibili alla famiglia Renzi o a sostenitori dell'ex premier.

I capi d'imputazione sono pesanti: si va dall'autoriciclaggio all'appropriazione indebita aggravata e toccano anche Andrea Conticini (indagato per riciclaggio), noto alle cronache per essere nientemeno che il cognato di Renzi. Queste operazioni risalgono al 2011.

Alessandro Conticini è stato il rappresentante dell'Unicef ad Addis Abeba, dell'Associazione per la Play Therapy, con la quale ha costituito la Play Therapy Africa, e fra il 2008 e il 2016 ha incassato circa 10 milioni di dollari di fondi destinati ai bambini africani.

L'inchiesta della procura di Firenze è principiata da alcune segnalazioni bancarie: sui conti correnti personali di Alessandro Conticini, presso la Cassa di Risparmio di Rimini, sono transitati quasi 6,6 milioni e la procura sostiene che una parte del denaro sia il compenso di Conticini, di sua moglie e dei loro collaboratori.

Alla Eventi 6 sono giunti 133 mila euro, alla Quality Press Italia 129 mila, alla Dot Media 4 mila. Il principale donatore è stata la Fondazione Pulitzer, che attraverso la organizzazione no profit Operation Usa ha versato alla Play Therapy Africa 5,5 milioni di dollari, seguita da Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia) che ha donato 3,8 milioni di dollari e da altre organizzazioni umanitarie australiane, americane ed europee, che complessivamente hanno versato quasi 900 mila dollari.

Interpellato dal quotidiano La Repubblica, l'avvocato Bagattini, che difende i tre fratelli con la collega Chiara Zecchi di Bologna, ha assicurato che tutto è puntualmente spiegato in una memoria che verrà depositata alla conclusione delle indagini preliminari. Nonostante le solide basi su cui l'accusa fonderebbe il procedimento giudiziario la riforma Orlando rischia di mandare in fumo buona parte dell'indagine poichè la nuova legge prevede che il reato di appropriazione indebita possa essere perseguito solo a seguito di querela sporta dalle parti offese.