VATICANO Papa: Il ricordo di Paolo VI, 'grande papa della modernità'

VATICANO Papa: Il ricordo di Paolo VI, 'grande papa della modernità'

Prospera Giambalvo
Agosto 8, 2018

A Castel Gandolfo, nella dimora estiva dei Pontefici, l'orologio segnava le 21,40. "Aveva pregato Dio di consentirgli un addio in solitudine", annotò tempo fa Avvenire, il quotidiano cattolico: "Fu esaudito". Fu il primo Papa del Novecento a varcare i confini italiani. (...) Queste parole sono rivolte, oggi, anche a noi: "l'opera di Dio non consiste tanto nel "fare" delle cose, ma nel "credere" in Colui che Egli ha mandato" per la nostra salvezza, come ricorda anche il prefazio della XI domenica dopo Pentecoste secondo il rito ambrosiano: "in Lui siamo stati creati, o Padre, a Tua immagine e, quando la colpa ebbe offuscato la primitiva bellezza, Egli ci ha rinnovato nella dignità originaria".

L'anno si apre, com'è tradizione, con la giornata per la pace che ha voluto istituire dieci anni prima, in quel 1968 che passerà alla storia come l'anno delle contestazioni studentesche.

"L'anno dei tre Papi è stato l'anno dei tre padri", ha commentato recentemente il Segretario di Stato vaticano, il cardinal Pietro Parolin, in una conferenza sull'argomento a Chioggia. E' in ogni caso opportuno oggi far memoria di quello che fu e fece Giovanni Battista Montini perché adesso stiamo vivendo una stagione ecclesiale che tanto deve al Papa d'origini bresciane. Compreso l'accento sulla misericordia, che ha colorato il recente Anno Santo. Tra le tante novità promosse da papa Montini, il documento conciliate Gaudium et Spes, la Populorum progressio, l'accorato appello alle Nazioni Unite per la pace dell'intera umanità e "lo sviluppo e il nuovo nome della pace".

Affermazioni alle quali Papa Montini fa seguire gesti concreti, come quando, in occasione di un dirottamento di un aereo della Lufthansa a Mogadiscio da parte di terroristi, offrì la sua persona in ostaggio in cambio della liberazione dei passeggeri. E allora: la Chiesa in uscita, la Chiesa sinodale, cioé quella del camminare insieme, la Chiesa che scruta i segni dei tempi senza falsi ottimismi ma senza arroccarsi, più compagna di viaggio che fredda precettrice, questa Chiesa che respiriamo ogni giorno ha in sè tanto di Paolo VI. Papa Francesco lo ha ricordato "con tanta venerazione e gratitudine" dopo l'Angelus, chiedendo ai fedeli di piazza San Pietro un applauso per "questo grande Papa della modernità". Paolo VI, consultatosi con l'allora monsignor Agostino Casaroli, la rende nota pubblicamente e la consegna alla Sala Stampa Vaticana perché la conservi nei suoi archivi. Ma Gesù dà una risposta inattesa: "Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato" (v. 29).

"In questa umiltà risplende la grandezza del beato Paolo VI", proseguì Bergoglio, e sono riflessioni che non cessano d'essere attuali: "mentre si profilava una società secolarizzata e ostile, ha saputo condurre con saggezza lungimirante - e talvolta in solitudine - il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore".

Gesù "invita la folla a procurarsi non il cibo che non dura, ma quello che rimane per la vita eterna (cfr v. 27)".