Milan, non solo Maldini: Leonardo apre a Kakà

Milan, non solo Maldini: Leonardo apre a Kakà

Minervino Buccola
Agosto 8, 2018

A dirlo Maldini, da ieri nuovo direttore sviluppo strategico area sport del Milan, in conferenza stampa. Ma anche la giusta dose di fatalismo (parola sua) sulle conseguenze delle sue scelte e dei suoi no. "Non ho mai detto no senza prima parlare". Ho parlato sia con Leo sia con Elliott che mi hanno esposto il progetto. Il carattere rimane quello, sono diventato un pochino più chiacchierone con il tempo: "i ruoli sono diversi, ma il senso di appartenenza dev'essere trasmesso a questa squadra". Chi lo guiderà sarà un argomento dei prossimi giorni. Progetto e ruolo sono legati. La società deve essere solida, e questa società lo sarà. Sa che, appollaiato sull'albero, come un gufetto, c'è Antonio Conte, e sa pure che la storia, da Caino e Abele a Romolo e Remo, è piena zeppa di fratelli-coltelli. Mi amano e me l'hanno sempre dimostrato. Mi ha fatto impressione in questa rosa la parabola di Cutrone, l'ho visto giocare nelle giovanili e mi ha impressionato la sua crescita. Sarò giudicato per quello che produrrò. Non devo ricucire niente, ho altri obiettivi in testa. La mia storia mi obbliga a non prendere degli impegni a breve termine.

Giornata di presentazione in casa Milan: Paolo Maldini torna nella casa rossonera dopo 9 anni dal suo addio sul prato di San Siro. La società deve imporre certi ritmi. Non serve comprare giocatori, servono delle linee molto chiare. Qui sono tutti appassionati e milanisti. "Paolo ha sempre voluto stare qua". Sono sempre stato appassionato e ho seguito il Milan. Lui però non ci pensa. E' stato proprio Leonardo a volerlo fortemente con sé e condivideranno le competenze sportive, dopo aver condiviso già molto sul campo e pure a livello di vita. Possiamo spendere quanto incassiamo. Abbiamo un impegno di essere dentro i parametri del Fair Play Finanziario. "Dobbiamo aumentare incassi e fatturati per poter investire e avere risultati importanti, sarà graduale". "Per Kalinic all'Atletico Madrid ci siamo quasi". Con il Milan di Barbara Berlusconi avevo intavolato un discorso poi non andato a buon fine. "Non c'è stato alcun contatto". "Io lo adoro, è il mio pupillo, è l'ultimo Pallone d'Oro del Milan, ha manifestato la voglia di imparare a fare il dirigente, capire come funzionano le cose - ha ammesso Leo -. Quando ci vedremo, sentiremo le sue richieste". Il dirigente brasiliano ha annunciato che non ci sono stati contatti tra le due parti.

Cos'è cambiato? Il Milan, il progetto, il ruolo, le persone.

EPOCHE DIVERSEDi certo il popolo rossonero, quelli che una volta erano i "casciavit" (i "cacciaviti", perché lo zoccolo duro proveniva dal proletariato, mica come i signorini dell'Inter che venivano definiti "bauscia"), ora si gode il ritorno alla base degli eroi.