Caos sui vaccini, Ministro Grillo, slitta di un anno l'obbligo vaccinale

Caos sui vaccini, Ministro Grillo, slitta di un anno l'obbligo vaccinale

Prospero Rigali
Agosto 8, 2018

Nel dibattito è intervenuto anche l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna Luigi Arru, che su Twitter scrive: "Favorevole al mantenimento dell'obbligo vaccinale come assessore ma sopratutto come pediatra/ematologo; vaccini più importante scoperta storia medicina, più sicura; non dimentichiamo persone conosciute colpite poliomielite, morbillo, varicella, epatite".

I medici italiani si schierano contro la decisione di rimandare l'obbligo di presentare la documentazione sui vaccini per l'acesso ad asili e scuole materne. Il testo, in deroga transitoria alla legge Lorenzin, prevede appunto che per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018-19 basterà l'autocertificazione, ovvero una dichiarazione sostitutiva delle vaccinazioni effettuate, da presentarsi alle scuole.

Decreto in ritardo Alla riapertura delle scuole, a settembre, i genitori dovranno comunque presentare l'autocertificazione delle avvenute vaccinazioni obbligatorie dei figli per nidi e materne se, come è quasi certo, il decreto Milleproroghe non sarà approvato alla Camera prima della pausa estiva prevista da martedì. Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, che su Fb ha ribadito che l'emendamento in materia contenuto nel Milleproroghe non sospende nessun obbligo in tema di vaccinazioni a scuola. "Al Ministro il compito di attuare tale tutela, attraverso politiche sanitarie che si fondino sulle migliori evidenze scientifiche a nostra disposizione". Intanto, oltre 22.000 firme per chiedere di "superare rapidamente l'obbligo vaccinale e le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia" verranno consegnate il 7 agosto alla ministra della Salute da due comitati spontanei nati rispettivamente in Trentino e in Alto Adige. Qualora il governo non volesse farlo, e l'emendamento con la proroga dovesse essere approvato, allora abbiamo due strade: "riprendere il lavoro sull'obbligo vaccinale che le Regioni avevano già fatto, e che era stato interrotto per arrivare alla legge Lorenzin, oppure ricorrere alla Consulta, perché la sanità non è competenza esclusiva dello Stato".

Ma non solo sui vaccini sono scoppiate le tensioni interne ai pentastellati riguardo alle ultime scelte dei grillini in ambiti "strategici" e con le clamorose marce indietro su Articolo 18, Tav, Tap, voucher. Consentono di ridurre le malattie gravi e mortali, addirittura di eliminarle. "L'emendamento non tiene conto di questo fondamentale principio e, per assicurare la distribuzione dei non vaccinati, apre alla possibilità che i bambini possano cambiare classe". Parla anche Vincenzo De Luca, presidente della Campania: "Esprimo la netta contrarietà al rinvio dell'obbligo sui vaccini, che rischia di determinare un danno enorme alla salute dei più fragili, e soprattutto di fare arretrare una battaglia che ci ha visti impegnati con determinazione per raggiungere obiettivi di sicurezza per i nostri bambini". La linea pro-vax è sostenuta anche da altre Regioni: la presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini, annuncia che la Regione si doterà di una propria legge mantenendo l'obbligo della certificazione vaccinale per l'iscrizione a tutte le scuole.

"Come rappresentante del Governo - continua - faccio presente ancora una volta, sperando di non dovermi ripetere, che farò di tutto per la promozione attiva delle vaccinazioni". Che nei prossimi giorni avrà modo di toccare anche questo tema confrontandosi col ministro Grillo, siciliana dei 5 Stelle, con cui si dovrà affrontare anche il tema della rete ospedaliera. Saranno avviate a settembre e ottobre, annuncia, giornate di promozione attiva delle vaccinazioni negli ambulatori medici. "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza".