Migranti, dopo un mese la nave Ong Aquarius torna in mare

Migranti, dopo un mese la nave Ong Aquarius torna in mare

Prospera Giambalvo
Agosto 3, 2018

Cinquecento personalità del mondo della politica, della cultura e della società civile, tra cui l'ex premier Enrico Letta, l'attrice Juliette Binoche, il fotografo Yann-Arthus-Bertrand, lo scrittore premio Nobel J.M.G Le Clézio, l'economista Thomas Piketty, lo scrittore Daniel Pennac, l'ex calciatore campione del mondo Lilian Thuram, la giornalista Anne Sinclair, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, firmano un appello in favore della nave Aquarius di Sos Méditerrannée che questo pomeriggio lascerà il porto di Marsiglia per tornare in mare. Tornerà nel Mediterraneo centrale per continuare a offrire assistenza alle persone che rischiano la vita nella traversata del mare.

"Non porteremo nessuno in Libia, continuiamo a considerarla porto non sicuro", spiega Aloys Vimard, project coordinator per Msf a bordo dell'Aquarius, a margine della conferenza stampa oggi a Marsiglia. "Oggi, con pochissime navi umanitarie rimaste in mare e nessun meccanismo dedicato di ricerca e soccorso messo in atto dagli Stati europei, l'assistenza umanitaria è necessaria più che mai. Questo disprezzo per la vita umana è spaventoso". Questa sosta prolungata - spiegano le organizzazioni - è il risultato dei netti cambiamenti avvenuti nel contesto del Mediterraneo centrale, che hanno avuto serie ripercussioni sulle attività di soccorso.

"Vediamo due tipi di patologie, un tipo legato al viaggio, con persone disidratate o ustionate perché la benzina si mischia con l'acqua di mare" afferma il medico, che prosegue: "L'altro tipo è quello dei pazienti che arrivano con lesioni legate a quanto è avvenuto in Libia, quindi alla tortura: abbiamo fratture più o meno aperte, scomposte, anche vecchie di mesi e mai curate". Da quando ha lasciato per la prima volta il porto di Marsiglia, nel febbraio 2016, la Aquarius ha impedito che 29.318 tra donne, uomini e bambini (2.979 dei quali nel 2018) annegassero in mare. È stata equipaggiata con un nuovo Rhib (lancia di salvataggio) per consentirle di soccorre in modo più efficiente un numero maggiore di persone. Sos Mediterranee "ribadisce questi principi dopo le consulenze ricevute da parte di esperti legali".

"Le missioni umanitarie, come quelle della Aquarius, sono state lanciate nel 2016 sulla spinta di un principio fondamentale, radicato nella tradizione marittima, secondo cui nessun essere umano dev'essere lasciato annegare in mare". Nonostante un cambiamento radicale del contesto operativo per l'intervento umanitario nel Mediterraneo, l'Aquarius continuerà la sua missione "convinta come il primo giorno che non c'è alternativa a salvare vite umane in pericolo".