Google pronta a tornare in Cina (piegandosi alla censura)

Google pronta a tornare in Cina (piegandosi alla censura)

Saba Mula
Agosto 3, 2018

Un mercato da oltre 750 milioni di navigatori val bene un dietrofront. Allora, in un post, Big G accusò il governo di bloccare la libertà di parola, minacciare i dissidenti e promuovere cyberattacchi contro alcune compagnie (Google inclusa). Lo afferma il sito The Intercept, venuto in possesso di un documento interno che descriverebbe il progetto.

Google, a quanto si era appreso, starebbe valutando l'ipotesi di rilanciare il suo motore di ricerca nel paese, fornendone una versione censurata, che bloccherebbe alcuni siti e alcuni termini: quindi una marcia indietro rispetto ad otto anni fa, quando Google aveva abbandonato la Cina proprio per via della censura.

Google è pronta a tornare sui suoi passi e sta lavorando alla nuova versione asiatica dall'inizio del 2017: secondo fonti interne, rimaste ovviamente anonime, si tratta un'app di Android, che oscurerebbe alcune chiavi di ricerca e fonti non gradite al Governo cinese, dettagliate in una "lista nera". Tra i contenuti banditi ci sarebbero, ad esempio, quelli di Bbc News e Wikipedia. La censura coinvolgerebbe diverse funzioni di ricerca: non solo testi, ma anche immagini.

È sufficiente digitare le keyword "respirazione profonda" o "respirazione consapevole" per veder comparire in cima alla pagina dei risultati un piccolo box contenente un esercizio da svolgere accompagnati da un'animazione, per recuperare la pace perduta.