Due neonate morte di pertosse a Bergamo, le madri non erano vaccinate

Due neonate morte di pertosse a Bergamo, le madri non erano vaccinate

Prospero Rigali
Agosto 3, 2018

Un mese dopo, le due piccole - una di madre italiana residente nel Trevigliese e l'altra di madre romena residente nel Cremasco - sono decedute per la stessa patologia: la pertosse.

Il caso è stato diffuso e commentato sui social dal virologo Roberto Burioni, che da anni sta conducendo una tenace battaglia a favore dei vaccini. Dopo quel momento siamo passati ad un vaccino - attualmente contenuto nell'esavalente - detto "acellulare" che è sicurissimo ma meno potente. "Alcuni vaccini proteggono per sempre, altri forniscono un'immunità limitata nel tempo". Il guaio è notevole in quanto la pertosse è pericolosissima per i bambini molto piccoli; inoltre, siccome l'immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili. Ma Burioni afferma poi: "Possiamo però proteggerli ugualmente: prima di tutto dobbiamo vaccinare la madre in gravidanza, affinché abbia anticorpi da trasmettere; poi dobbiamo vaccinare i bambini tempestivamente e senza ritardi, in modo che quanto prima possano difendersi da soli da questa minaccia". Insomma, dobbiamo creare una "zona di sicurezza" intorno al neonato dove il batterio non possa stabilirsi.

Naturalmente questa zona di sicurezza è vanificata se il bimbo frequenta un asilo nido dove gli altri bimbi non sono vaccinati.

"Esprimo la mia vicinanza, e a nome del presidente Fontana quella dell'intera Giunta regionale, alle famiglie delle due neonate", ha continuato Gallera, ricordando poi "l'importanza e necessità per le donne in gravidanza di verificare e regolarizzare la propria situazione vaccinale, che rimane l'unico modo per impedire il ripetersi di queste tragedie e proteggere i propri piccoli". I benefici delle vaccinazioni superano il rischio.

Bisogna continuare a vaccinarsi, perchè gli agenti infettivi continuano a circolare e possono varcare i confini.

"Non esiste alcun focolaio di pertosse nel Bergamasco".

Non ci sono scientifiche che lo dimostrano.

È una malattia talvolta grave responsabile di 300-500mila morti ogni anno nel mondo. La vaccinazione è il modo migliore per ridurre la probabilità di malattia grave e di contagio. La malattia viene trasmessa solo tra esseri umani: a differenza delle altre malattie infantili, ammalarsi di pertosse non rende successivamente definitivamente immuni dall'infezione ma l'immunità declina col tempo. In questo caso i vaccini non c'entrano, nel senso che la copertura garantita in età pediatrica con l'età viene mano a mano a mancare e, per ripristinarla, occorre sottoporsi a dei richiami.