Alessio Figalli ha vinto la Medaglia Fields, il Nobel della matematica

Alessio Figalli ha vinto la Medaglia Fields, il Nobel della matematica

Prospera Giambalvo
Agosto 1, 2018

Non è dato sapere se questo aneddoto abbia o meno un fondo di verità, ma è certo che a colmare il vuoto lasciato dal filantropo scandinavo è arrivata nel 1936 la medaglia Fields, un premio dedicato ai più brillanti matematici under 40. Alessio Figalli, 34 anni, è stato insignito della medaglia Fields, il 'Nobel' per la matematica. Figalli, nato a Roma il 2 aprile 1984, è un matematico teorico docente al Politecnico di Zurigo. I meriti di Alessio sono emersi subito tanto da ottenere un posto da ricercatore al Cnrs, il Cnr francese. In precedenza aveva insegnato anche all'École Polytechnique di Parigi e all'università del Texas. Ed è lì che continua le sue ricerche su vari fronti diventando un genio dell'analisi matematica, concentrandosi in particolare sugli aspetti riguardanti il concetto di "trasporto ottimale", vale a dire il modo più economico per trasportare una distribuzione di massa da un luogo all'altro. Oggi è anche l'uomo che ha vinto la medaglia Fields, il Nobel per la matematica, che non era 'italiano' da 44 anni.

La medaglia Fields è il coronamento di una serie di importanti riconoscimenti scientifici per Figalli, come quello della Società Europea di Matematica (2012), la Stampacchia Gold Medal (2015), l'O'Donnel Award in Science conferito dall'Accademia di Medicina, Ingegneria e Scienza del Texas (2016), il Premio Feltrinelli Giovani dell'Accademia dei Lincei (2017). Autore di oltre 140 lavori di ricerca pubblicati sulle maggiori riviste internazionali, ha già ricevuto moltissimi riconoscimenti nel corso della sua carriera. "Può inoltre avere un grande impatto come ambasciatore per la matematica".

Una conferma dell'eccellenza italiana: rappresenta questo, per il direttore Scuola Normale Superiore di Pisa, Vincenzo Barone, l'assegnazione della medaglia Fields ad Alessio Figalli. "Personalmente provo una profonda soddisfazione che mi motiva ancora di più̀ a lavorare nella ricerca di altissimo livello - ha detto Figalli -". Barone rileva inoltre che, gli studi classici di Figalli non solo "non gli hanno affatto impedito di ottenere i risultati prestigiosi che ha raggiunto,", ma gli hanno dato "ampiezza di visioni e comprensione della complessità".