Firenze ricorda Nelson Mandela nel centenario della nascita

Firenze ricorda Nelson Mandela nel centenario della nascita

Prospera Giambalvo
Luglio 19, 2018

L'assessore all'Educazione Raffaella Curioni ha inaugurato un murale dedicato al leader della lotta all'apartheid, realizzato sulla parete della palestra della scuola secondaria di primo grado Dalla Chiesa.

A un secolo esatto di distanza dalla sua nascita, la Toscana ha ricordato oggi la figura carismatica di Nelson Mandela, divenuto simbolo della lotta contro l'apartheid. Mandela, infatti, non era un pacifista, ma un uomo di pace, convinto che la lotta armata fosse uno strumento utile per resistere alla violenza politica dei bianchi.

Nel 1993 è insignito del premio Nobel per la Pace mentre l'anno dopo, durante le prime elezioni libere del suo paese (le prime elezioni in cui potevano partecipare anche i neri), viene eletto Presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo.

"Qualcuno diceva che le divisioni politiche basate sul colore della pelle sono completamente artificiali". Aderì all'African National Congress - la principale forza di opposizione al regime - quando l'organizzazione perseguiva ancora una strategia nonviolenta, e fu solo dopo la strage di 69 attivisti nel 1960 che lui e gli altri leader dell'organizzazione decisero di abbandonare la filosofia e i metodi gandhiani.

Nelson Mandela vive ancora quando tu ti impegni per la libertà, l'eguaglianza, la fraternità e la solidarietà di tutti gli esseri umani. A tenere la lectio magistralis è stato l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nonostante i 27 anni di carcere duro Madiba, nato il 18 luglio 1918, non ha mai chiesto vendetta e il suo messaggio d'amore incondizionato verso la giustizia e il bene comune è la più grande eredità lasciata all'umanità.

In occasione del centenario della nascita del premio Nobel per la Pace Nelson Mandela, Firenze ospita una serie di iniziative che coinvolgeranno il Nelson Mandela Forum e, in serata, l'Arengario di Palazzo Vecchio col sindaco Dario Nardella.

"Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Le persone odiano perché hanno imparato a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l'amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto". Centrale il tema della discriminazione, sia per quanto riguarda l'etnia che l'orientamento sessuale, citando in particolare la Nazionale francese di calcio, che ha vinto la Coppa del Mondo con una formazione di calciatori di etnia mista e con doppia nazionalità. "Una volta abbracciata fornisce vantaggi concreti a tutti" evidenzia.