Migranti, Ue gela Salvini:

Migranti, Ue gela Salvini: "Libia non è Paese sicuro per sbarchi"

Prospera Giambalvo
Luglio 18, 2018

Come ha reso noto la direzione della sicurezza nazionale di Zuara, nel nord-ovest della Libia, infatti, otto migranti hanno perso la vita dopo essere rimasti soffocati all'intero di un tir in cui erano stati rinchiusi un centinaio di persone con lo scopo di farle imbarcare su un cargo diretto verso i porti europei. Stoccata quindi all'Italia, ma Roma non demorde e ribadisce che "Allora faremo da soli". Conte, oltre ad annunciare un apposito codice per le persone con handicap, ha sottolineato che l'iniziativa di Sant'Egidio di portare migranti da Siria e Corno d'Africa attraverso corridoi umanitari, in numeri "specifici e contingentati", è "in linea con il governo", perché "si tratta di immigrazione legale, non illegale". Lo ha constatarlo l'UNHCR (Alto Commissariato Onu per i Rifugiati), secondo il quale gli arrivi sono calati in Italia dell' 85% rispetto al 2017, fondamentalmente grazie al lavoro del predecessore di Salvini, Marco Minniti.

Migranti, Ue contro Matteo Salvini: "Libia non è porto sicuro", prosegue la battaglia tra l'Italia e l'istituzione europea. "Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri". Da fonti militari trapela un certo timore per interventi di questo tipo che sarebbero da collocare in ambito Ue (ma pare oggi impossibile) o Nato, per cui Trump avrebbe dato il suo assenso.

"Ci impegnamo affinché la Libia possa essere considerata presto un posto sicuro", dice la sottosegretaria agli Esteri, Emanuela Del Re, che ha rappresentato l'Italia al Consiglio affari esteri a Bruxelles.

A spiegare e rafforzare la posizione della Commissione, quando già Salvini aveva cominciato a protestare da Mosca, dove si trovava ancora per il viaggio compiuto a sue spese in occasione della finale dei campionati mondiali di calcio, è stata la quasi ministra degli Esteri della stessa commissione, l'italiana Federica Mogherini. La Commissione si apprende intanto a Bruxelles, presenterà nell'ultima settimana di luglio o nella prima di agosto le sue proposte per dare seguito a una parte delle conclusioni del Consiglio europeo sui migranti: in particolare, l'esecutivo comunitario dovrebbe mettere sul tavolo la proposta sui centri sorvegliati nei paesi di primo ingresso e una ridistribuzione dei richiedenti asilo tra alcuni paesi Ue (Il Giornale).

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