Ilva, Di Maio:

Ilva, Di Maio: "Proposte dell'azienda non soddisfacenti, servono proposte migliorative"

Bruto Chiappetta
Luglio 12, 2018

Nella lettera il governatore Emiliano scrive che l'aggiudicazione dell'Ilva a AmInvestco, la cordata guidata al 51% dalla multinazionale Arcelor Mittal a cui partecipa con il 15% anche il gruppo Marcegaglia Carbon Steel spa, ha seguito una "procedura ad evidenza pubblica che presenta zone d'ombra che andrebbero chiarite per accertare se effettivamente tale aggiudicazione sia avvenuta in favore della migliore offerta". A darne notizia è stato il ministro Luigi Di Maio nel corso della sua audizione in Senato.

Di Maio ha quindi inviato i documenti sulla cessione dell'Ilva ad Arcelor Mittal all'Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Questa vertenza è aperta da 6 anni e un'ulteriore proroga è assolutamente irresponsabile, abbiamo chiesto una risposta definitiva se si vuole o no tenere aperto lo stabilimento o chiuderlo il ministro non ha risposto direttamente ha però detto che il fatto che stia trattando con ArcelorMittal vuol dire che vorrà continuare a lavorare perché l'Ilva produca acciaio. In particolare dall'esame della documentazione, sostiene, "non emerge quali siano stati i criteri (predeterminati) di aggiudicazione del contratto che avrebbero "vincolato" il ministero dello Sviluppo economico a preferire la società Am InvestCo alle altre partecipanti, tra le quali- in particolare- la cordata Acciatialia Spa, che aveva offerto la auspicata decarbonizzazione dell'impianto Ilva di Taranto".

Sull'Ilva, i piani ambientali eoccupazionali "non sono soddisfacenti". "La cordata AcciaItalia aveva proposto un'evoluzione della dotazione organica che seppur inizialmente in diminuzione avrebbe previsto un incremento sino a 10.500 unità lavorative regime". E "appaiono ben più esigui" anche gli investimenti proposti da Ami rispetto ad Acciatalia. Senza parlare del fatto, prosegue Emiliano, che la cordata Am Invest.co ha ottenuto il via libera dall'Antitrust europea solo a condizione "di eliminare il gruppo Marcegaglia del consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti". "Sotto tale profilo -scrive - l'operazione evidenzia altre criticità, con particolare riferimento alle modifiche sostanziali del soggetto aggiudicatario". Scelta per cui Emiliano si batte da tempo. Di qui la richiesta a Di Maio di "opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata, eventualmente avvalendosi dell'Anac", l'autorità anticorruzione. Se ne facciano pertanto una ragione gli ambientalisti che, tentando ora di mettere in difficoltà il nuovo Ministro allo sviluppo economico, si ostinano a chiedere la chiusura del Siderurgico, il cui funzionamento, pur ridotto, continua a sostenere larga parte del pil della provincia e che deve essere reso sempre più ecosostenibile, ma certamente non da chiudersi.