Savona:

Savona: "Uscita da euro? Teniamoci pronti"

Bruto Chiappetta
Luglio 11, 2018

Finito sul banco degli imputati, durante la formazione del Governo Conte, per le sue posizioni nei confronti dell'euro, il ministro degli Affari europei, Paolo Savona, in una sessione congiuinta delle commissioni parlamentari sulle politiche Ue, è tornato oggi sull'argomento, specificando che l'Italia deve essere "pronta a tutto". "La mia posizione e' di essere pronti a ogni evenienza". Sulla possibilità di un piano B per l'abbandono della moneta unica, ha aggiunto: "Una delle mie case, Banca d'Italia, mi ha insegnato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l'arrivo del cigno nero, lo shock. Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evento".

Nel corso della sua audizione in parlamento, Savona ha indicato inoltre la necessità di potenziare i compiti della Bce. Il rafforzamento della Bce è uno dei cardini. "E l'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa".

Il ministro degli Affari Europei ha osservato che: "se alla Bce non viene consentito pieno e autonomo esercizio di prestatore di ultima istanza, i mercati monetari e finanziari dell'eurozona, in particolare i debiti sovrani, restano esposti ad attacchi speculativi di diversa origine senza che essa possa agire in contrasto". "E' una lacuna che si riflette nello spread". In sintesi la banca centrale europea, secondo il governo italiano, dovrebbe avere uno statuto simile a quello delle altre principali banche centrali.

"L'Italia non intende uscire dall'euro e intende rispettare gli impegni fiscali" sono affermazioni che "hanno rassicurato i mercati, ma lo spread resta elevato per via del nostro debito pubblico, ma anche per come il governo intende realizzare il programma, soprattutto flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero" ha spiegato Savona.

Poi avverte il problema non è "se attuare o meno le promesse" fatte all'elettorato, "cosa indispensabile", ma piuttosto "quali siano i modi, e tra questi i tempi" in cui farlo, senza fretta di far crescere la spesa corrente.

"Il prestigio del governo sul rilancio degli investimenti Sul fronte interno, Savona è convinto che rilanciare gli investimenti per una crescita del Pil" è "tecnicamente possibile" e il "prestigio" del governo si gioca sul fatto che si riesca a rilanciare gli investimenti, anche tenendo conto del fatto che esiste "un risparmio interno inutilizzato".