Savona torna sul Piano B:

Savona torna sul Piano B: "Dobbiamo prepararci al cigno nero".

Bruto Chiappetta
Luglio 11, 2018

Di Maio commenta le parole espresse in Parlamento da Paolo Savona, ministro degli Affari europei, sulla necessità di prepararsi al "cigno nero". Quanto alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina Savona si è limitato a dire: "Dal momento che sono stato delegittimato dai media ho cercato legittimazione democratica. La mia posizione del 'piano B' - ha aggiunto - che ha alterato la conoscenza e l'interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento". Inoltre è necessario affidargli anche pieni compiti sul cambio.

Il ministro ha segnalato la possibilità di uno shock straordinario, ricordando la possibilità di essere costretti ad uscire dall'euro per volere di altri. Una posizione, quella dell'economista, che non rappresenta una sorpresa, anzi: si ricorderà che un mese e mezzo fa l'accordo di governo tra M5s e Lega ha rischiato di saltare proprio per il no del Colle al nome di Savona come ministro dell'Economia. E "l'assenza di pieni poteri della Bce sul cambio - ha aggiunto - causa una situazione in cui la crescita dell'economia dell'eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall'Europa".

L'audizione davanti alle commissioni di Camera e Senato sulle politiche Ue in sessione congiunta è anche l'occasione per il ministro degli Affari europei per dare degli eleminti in più sull'ambizioso cronoprogramma delle riforme del governo Conte. Flat tax e reddito di cittadinanza? "Se mi riceve, sì", aggiunge Savona precisando che la questione dello "statuto della Bce è uno dei punti fondamentali". Una tale lacuna si riflette sugli spread dei tassi dell'interesse interni all'Eurozona creando disturbi anche gravi alla stabilita' finanziaria e fiscale che si trasmettono inevitabilmente alla crescita reale.

I timori sulle possibili reazioni dei mercati lo hanno tenuto alla larga dal dicastero dell'Economia, ma Paolo Savona - dirottato ai rapporti con l'Europa - torna alla carica: l'uscita dall'euro non è nel programma di governo ma deve restare un'opzione sul tavolo. "La preoccupazione del mercato è che la spesa relativa causi un aumento del disavanzo di bilancio, ma giusto o sbagliato che sia la politica del governo ne deve tenere conto".