Migranti, Di Maio: ''Cambiare le regole d'ingaggio Ue''

Migranti, Di Maio: ''Cambiare le regole d'ingaggio Ue''

Prospera Giambalvo
Luglio 11, 2018

"Finché questa missione rimane in piedi, gli unici porti sono quelli italiani ma il nostro obiettivo è quello di cambiare le regole di ingaggio di queste missioni, soprattutto di Eunavfor Med".

Ai microfoni di Radio1, il vicepremier Luigi Di Maio ha rilasciato una serie di dichiarazioni relative all'operato del governo e alle responsabilità europee nella gestione dei migranti. Mi spiegarono che tempo addietro il governo italiano con l'allora premier Renzi diede la disponibilità di portare tutti i migranti salvati con le missioni europee nei porti italiani, in cambio di qualche punto di flessibilità per prendere qualche soldo per gli ottanta euro, per i bonus che stavano dando e questo fu poi confermato dall'allora ministro degli Esteri Emma Bonino e dall'allora ministro della difesa del governo Letta che era il ministro in quota Forza Italia. "Noi chiederemo flessibilità senza barattarla in cambio dell'apertura dei porti", ha concluso. L'accordo sulla missione Sophia, nel 2014, di cui parlano i due ministri, dava invece all'Italia il potere/dovere di scegliere in quali porti far attraccare le vari navi per evitare che tutte si dirigessero a Pozzallo.

La replica di Matteo Renzi è arrivata tramite un post su Facebook, in cui si difende e accusa Di Maio e Toninelli: "Due ministri del Governo italiano, Di Maio e Toninelli, continuano a mentire anche oggi a proposito di flessibilità europea e immigrazione". La questione ha aperto una polemica tra il ministro dell'Interno ed Elisabetta Trenta, responsabile del dicastero della Difesa. Renzi rifila dunque un'altra stoccata al duo pentastellato:"Di Maio e Toninelli - e i troll che li rilanciano - ripetono come un ritornello una bugia, sperando che si trasformi in verità".

In Europa bisogna cambiare musica: le missioni come Eunavformed non devono avvalersi unicamente dei porti italiani. E mi spiace dirlo, trattandosi di membri del Governo del nostro Paese. La flessibilità - annunciata a Strasburgo il 13 gennaio 2015 - era parte integrante dell'accordo per eleggere Juncker. Non c'entra nulla con le politiche migratorie. "Il Parlamento deve avere la possibilità di discutere il decreto e di migliorarlo - ha spiegato Di Maio -, credo non ci sia bisogno della fiducia ma, lo dico da capo politico del M5s, non arretreremo sulle norme".

L'operazione di salvataggio da parte della nave militare irlandese Samuel Beckett nei confronti dei 106 migranti in fuga dal Sud Sudan è stata particolarmente complessa. Nel mirino del vicepremier sono infatti finite le navi militari straniere, ree a suo dire di portare nel nostro Paese attraverso le missioni internazionali appunto, i migranti recuperati nelle acque del Mediterraneo. "Purtroppo i governi italiani degli ultimi 5 anni avevano sottoscritto accordi (in cambio di cosa?) perché tutte queste navi scaricassero gli immigrati in Italia, col nostro governo la musica è cambiata e cambierà". Di Maio, seguendo la linea tracciata da Matteo Salvini, ha annunciato che il governo spingerà per "cambiare le regole di ingaggio della missione", che non potrà più contare unicamente sui porti italiani.