Pensioni quota 41, dal prossimo anno cambierà. Come? Riforma dal 2020

Pensioni quota 41, dal prossimo anno cambierà. Come? Riforma dal 2020

Bruto Chiappetta
Luglio 10, 2018

Riforma pensioni, sempre al centro del dibattito politico con quota 41 e quota 100. Per questo motivo tra le ipotesi possibili c'è quella di un passo indietro in merito alla quota 41, ovvero lo strumento che consente di andare in pensione, indipendentemente dall'età anagrafica, una volta maturati 41 anni di contributi.

Come spiega l'INPS, da maggio 2017 i lavoratori interessati possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione. Si tratta dei così detti lavoratori precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni.

In questo modo chi percepisce un assegno molto basso contribuirebbe in maniera inferiore, mentre chi ha una pensione considerata "d'oro" subirà un taglio maggiore (ma Brambilla non ne specifica una percentuale). Ma ci sono dei paletti: al lavoratore è richiesto di aver versato almeno dodici mesi di contributi per periodi di lavoro effettivo (anche non continuativi) svolti prima del compimento del 19° anno di età.

Quota 41 o Quota 42?

I costi della riforma delle pensioni che è stata promessa dal governo giallo-verde pare abbia lanciato l'allarme all'interno della maggioranza stessa, con il Ministro dell'economia che ha dato lo stop. I costi della riforma quota 100 e quota 41, infatti, si aggirerebbero intorno agli 11 miliardi di euro nell'immediato e 18 a regime. Al momento però si tratta solamente di indiscrezioni, poiché la quota 41 per tutti non fa ancora parte del nostro ordinamento e, stando alle ultime notizie sulle pensioni, non lo farà prima del 2020.