Patuelli (Abi): "Il futuro dell'Italia in pericolo se non si sceglie l'Europa"

Bruto Chiappetta
Luglio 10, 2018

Le banche temono eventuali misure troppo sovraniste-populiste da parte del governo e allora, mettono le mani avanti, girando la frittata - come si suol dire - e lanciano l'allarme: l'Italia deve essere più in seno all'Unione europea, altrimenti rischia di "finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani". Dice così il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, all'assamblea dell'Abi. Il ministro Giovanni Tria, invece, ha sottolineato che il libero commercio è fondamentale per la crescita del Paese, davanti ai timori di una guerra dei dazi.

"Occorre superare le contraddizioni a cui sono soggette le banche che debbono operare come banche d'Europa - rimarca Patuelli - con la Vigilanza unica, e contemporaneamente come banche con ancora nazionali e diversi diritti bancari, finanziari, fallimentari, penali dell'economia e soggette alla concorrenza dei diritti tributari". Patuelli ha citato il programma di governo della Repubblica federale tedesca secondo cui "l'Unione ha bisogno di un rinnovamento e di un nuovo inizio: vogliamo un'Europa della democrazia e della solidarietà". Già la crisi politica di un mese e mezzo fa si fa sentire con il fardello dello spread che "impatta su Stato, banche, imprese e famiglie, rallentando la ripresa", rimarca Patuelli nella relazione tenuta nel corso dell'assemblea Abi. Con la Lira italiana, negli anni Ottanta, il tasso di sconto fu anche del 19%.

A prendere la parola anche il governatore della Banca d'Italia. "In queste condizioni, davanti a una nuova crisi saremmo oggi molto più vulnerabili di quanto lo eravamo dieci anni fa". "In Italia e in Europa - ha sottolineato Visco - restano ancora da completare le riforme avviate per ridurre le fragilità messe in evidenza dalla crisi".

Le politiche di sostegno della domanda "vanno dosate con cura, ponendo attenzione all'equilibrio dei conti pubblici e alla necessità di tenere sotto controllo la dinamica del rapporto tra debito e prodotto".

Visco aggiunge che "servono prudenza e lungimiranza, per evitare tensioni o possibili crisi e per non lasciare in eredità agli italiani di domani un debito più elevato e un reddito più basso". E' netto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, nella sua relazione all'assemblea annuale dell'associazione bancaria, a cui partecipano anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Tuttavia, anche in un quadro che si mantiene positivo, "c'è il rischio di una moderata revisione al ribasso" delle previsioni di crescita, ha aggiunto. E ha motivato la previsione con il rallentamento della produzione e delle esportazioni.