Nave militare irlandese con 106 migranti a Messina, Salvini: 'Stortura da fermare'

Nave militare irlandese con 106 migranti a Messina, Salvini: 'Stortura da fermare'

Prospera Giambalvo
Luglio 10, 2018

Dopo che nella notte a Messina sono sbarcati nella notte 106 migranti trasportati dal pattugliatore militare irlandese Samuel Beckett - che li aveva tratti in salvo il 5 luglio, Matteo Salvini apre un nuovo fronte.

Salvini ha definito il tutto una "stortura". Quest'ultima, tuttavia, non è considerata "porto sicuro" in base ai trattati internazionali dal momento che non garantirebbe un trattamento rispettoso ai migranti. Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo. Ce lo impone il folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto gli interessi dell'Italia.

Giovedì, infatti, Salvini è atteso a Innsbruck per la riunione dei ministri dell'Interno europei, dove ha già in agenda diverse questioni da affrontare. Rispettiamo regola, ma ora va cambiata. L'11 vedrà il collega tedesco Horst Seehofer che vuole una "stretta" e su questo ha messo in bilico la cancelliera Angela Merkel, e il giorno dopo il tavolo sarà a tre, aperto anche al ministro austriaco Herbert Kickl. "Quello migratorio non può più essere solo un problema italiano, sennò rischia la Ue", ha twittato il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Un articolo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera spiega perché la Difesa si è scontrato con Salvini, per non perdere il comando della missione nel Mediterraneo.

E sul punto, il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa, non ha dubbi: se è corretto dal punto di vista formale che "il ministro Trenta abbia rivendicato a sé e agli Esteri le competenze primarie della missione Sophia, nel merito Salvini ha ragione 100 volte". L'operazione è stata concordata nel 2015 in sede Ue e vi aderiscono tutti gli Stati membri, tranne Danimarca e Slovacchia. Gli scopi ufficiali dell'operazione sono addestramento della guardia costiera libica, lotta al traffico di migranti e di petrolio dalla Libia e mantenimento dell'embargo di armi al paese.

"Questa operazione è contraria ai valori europei" soprattutto se si pensa alle nuove disposizioni in materia che palesano la dura linea che vieta alle navi Ong di sbarcare migranti provenienti dalla Libia (e più in generale dal Nordafrica). La missione di soccorso (della durata di 16 ore) è stata condotta da un nave irlandese impegnata nell'operazione Eunavformed in acque maltesi e senza alcun coordinamento italiano.