Tito Boeri e i migranti dall'Africa: li deportiamo per pagarci le pensioni?

Tito Boeri e i migranti dall'Africa: li deportiamo per pagarci le pensioni?

Bruto Chiappetta
Luglio 5, 2018

"È come se sparisse una città come Catania".

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, manda un messaggio chiaro al responsabile della previdenza italiana, il presidente dell'Inps Tito Boeri, che in più occasioni ha sottolineato come l'immigrazione possa aiutare l'economia e le prospettive pensionistiche del Belpaese.

"Possiamo permetterci una maggiore flessibilità di quella consentita dalla riforma Fornero", accelerando la transizione al metodo contributivo, ha spiegato.

"Siamo così sicuri che tornando indietro accontenteremmo coloro che oggi a parole chiedono l'abrogazione della legge Fornero?", si è chiesto il presidente dell'Inps.

Insomma un altro affondo a favore dell'immigrazionismo selvaggio, spacciato per risorsa utile a pagare le pensioni agli italiani. Per questo motivo "il nostro Paese ha bisogno di aumentare l'immigrazione regolare".

"L'immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta". Queste sono le verità che bisogna dire all'Italia.

Boeri insiste sull'importanza degli immigrati e afferma che la storia "ci insegna che quando si pongono forti restrizioni all'immigrazione regolare, aumenta l'immigrazione clandestina e viceversa: in genere, a fronte di una riduzione del 10% dell'immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%", e aggiunge: "In presenza di decreti flussi del tutto irrealistici la domanda di lavoro immigrato si riversa sull'immigrazione irregolare di chi arriva in aereo o in macchina, non coi barconi ma coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto". A suo avviso gli italiani stanno infatti sottovalutano la quota di popolazione con una età superiore ai 65 anni e sovrastimando, contestualmente, il numero di immigrati: una situazione che riflette una "vera e propria disinformazione". La deviazione fra percezione e realtà è molto più accentuata che altrove.

Lo stesso Boeri, sempre il 4 luglio, ha specificato: "Non si vedono ragioni per tagliare le pensioni per il solo fatto di avere un importo elevato". "Finché - ha spiegato - il legislativo farà il legislativo, l'esecutivo farà l'esecutivo e l'Inps farà l'Inps andremo d'accordo". Nel confronto pubblico degli ultimi mesi si è parlato tanto di immigrazione e mai dell'emigrazione dei giovani. Un ministro in carica non può permettersi di dileggiare ("Boeri fa il fenomeno", "in che mondo vive") e di minacciare ("ci occuperemo di lui") un civil servant prestigioso, soltanto perché ha opinioni diverse dalle sue sul tema cruciale dell'immigrazione. "I dati parlano da soli". Nel Rapporto, il presidente Boeri ha denunciato i pericoli per la finanza pubblica, insiti in talune proposte di revisione (quota 100 e 41 anni a prescindere dall'età) della riforma Fornero. Proposta che, nella sua versione pura, costa secondo le stime dell'Inps, fino a 20 miliardi l'anno.