Il rider chiede di essere assunto, no del giudice:

Il rider chiede di essere assunto, no del giudice: "Non è subordinato, l'azienda non è obbligata"

Bruto Chiappetta
Июля 5, 2018

Ancora una sentenza contro i rider. Ma per il giudice l'azienda non è obbligata a riconoscere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Il rider, Mohamed Elazab, ha lavorato tra settembre 2016 e marzo 2017 per Foodhinho, società di consegne a domicilio di proprietà della spagnola Glovo. Status da dipendente che il fattorino chiedeva anche per i 12 giorni successivi, durante i quali avrebbe continuato a effettuare consegne senza aver firmato alcun contratto, e per quelli successivi ad un incidente d'auto (mezzo che utilizzava per consegnare i prodotti), che sarebbe avvenuto in questo lasso di tempo e in orario di lavoro. Il giovane, 23 anni, attraverso i suoi avvocati Tommaso Dilonarno e Michela Mantarro, pretendeva che fosse riconosciuto il suo status di "lavoratore subordinato e tempo indeterminato" da parte dell'azienda specializzata nelle consegne a domicilio attraverso un apposita app. La sua richiesta è stata bocciata perchè, come ha spiegato il legale di Glovo, l'avvocato Francesco Tanca, "l'azienda non aveva l'obbligo di farlo lavorare così come lui aveva piena libertà di scegliere di effettuare le consegne".

Le motivazioni della decisione, la prima a Milano in questo campo, saranno depositate entro 60 giorni.