Pensioni, dal 2019 taglio dell’1% dell’assegno con i nuovi coefficienti

Pensioni, dal 2019 taglio dell’1% dell’assegno con i nuovi coefficienti

Bruto Chiappetta
Giugno 12, 2018

Ad oggi, per effetto dei vari correttivi alla riforma Fornero introdotti dal Governo Renzi-Gentiloni, la quota 41 è un beneficio riconosciuto soltanto ai lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni.

Gli attori del mercato del lavoro italiano hanno sperimentato, a partire dalla fine del 2011, un nuovo scenario che ha reso più complesse le strategie di esodo e di accompagnamento alla pensione. In attesa dell'annunciata riforma strutturale delle pensioni, i datori di lavoro devono scegliere tra gli strumenti a disposizione, confrontando i costi dell'esodo ed il relativo risparmio del costo del lavoro: come operare?

Rispetto a questo quadro, la via più generalmente percorsa da numerosi datori di lavoro rimane quella di pianificare gli esodi anche attraverso la risoluzione consensuale ex art. 7 legge n. 604/1966 con erogazione dell'indennità di disoccupazione e accredito della relativa contribuzione figurativa. Riguardo a Conte, devo rivelare che per un momento ho provato vicinanza.

Nella lunga intervista concessa a Panorama, Elsa Fornero sottolinea: "Il sistema pensionistico è stato per troppo tempo lo strumento per cercare di risolvere quasi tutti i problemi della nostra economia".

Se ciò sarà confermato e diventerà ufficialmente una novità della riforma pensioni del Governo Conte, finirebbero con l'essere penalizzati i lavoratori più deboli, come operai o impiegati che durante la propria carriera lavorativa sono stati in Cassa Integrazione o sono stati licenziati tramite collocamento in mobilità. "Anche gli esodati. Si tende a indicare con questo nome chiunque abbia perso il lavoro a 57 anni." . Secondo quanto espresso dal 'contratto' le due forze politiche proveranno a far adottare al Paese le così dette "quote" come base del sistema previdenziale. "È quanto prevedeva anche la nostra riforma per età di pensionamento inferiori a 63 anni." . E sulle coperture finanziarie: "Quando si parla di coperture si preferisce omettere che il denaro verrà preso in altri settori della spesa pubblica o aumentando il debito e dunque l'instabilità finanziaria. A pagare il conto saranno i nostri figli e nipoti". "È necessaria una vera riforma delle pensioni, che superi strutturalmente quell'impianto, tenga assieme risposte per tutte le generazioni e per tutte le condizioni lavorative e che sia sostenibile socialmente, partendo dalle proposte avanzate unitariamente dal sindacato con la sua piattaforma". E il taglio non risparmierà nemmeno chi andrà in pensione in tarda età. Assolutamente no. La Pensione Quota 100, infatti, non andrebbe a sostituire la pensione di "vecchiaia". A oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto.