Scienza, scoperta nuova epidemia pericolosa per l’uomo e veicolata dai cani

Scienza, scoperta nuova epidemia pericolosa per l’uomo e veicolata dai cani

Prospero Rigali
Giugno 8, 2018

Molti di loro li paragonarono all'epidemia dell'influenza spagnola, che nel 1918 uccise milioni di persone.

Allora e per i secoli successivi gli esperti non riuscirono a capire l'origine esatta del virus. E l'affetto che è in grado di donare. Proprio questi virus, ha continuato il responsabile della ricerca, stanno "subendo un riassortimenti del proprio codice genetico, si fondono con altri virus canini".

Oggi è noto che il 60 per cento delle malattie infettive umane è stata diffuso dagli animali. Negli ultimi vent'anni, tale consapevolezza ha portato a maggiori sforzi nella sorveglianza dell'influenza in tutto il mondo e all'identificazione di numerosi altri virus influenzali che minacciano la salute pubblica. Di solito siamo abituati ad associare le pandemie ai maiali che spesso rappresentano l'ospite intermedio tra il virus aviario e l'uomo: questo passaggio potrebbe essere ricoperto, in futuro, anche dai cani, insomma il virus potrebbe passare dai maiali ai cani e infine a noi. L'uomo ha poi proseguito specificando quelli che sono i ceppi dei virus che al momento sono stati isolati nei cani.

I virologi americani hanno scoperto i virus delle epidemie di influenza canina, verificatesi in Cina, nelle province di Guandong e Guanxi, contengono frammenti dei genomi di tre diversi ceppi influenzali, H1N1, H3N8 e H3N2, che in precedenza riguardavano solo umani, uccelli e maiali, ma non cani. Altri, tuttavia, erano presenti nei capi di allevamento utilizzati per la carne, e in esemplari randagi. Ad esempio la pandemia del 2009 di H1N1 (l'influenza suina) è partita dagli uccelli ed è passata ai maiali, dove vari cambiamenti nel Dna del virus gli hanno permesso di arrivare fino all'uomo. "Sapere che i cani potrebbero contribuire a farci ammalare è importante per prepararsi alla prossima pandemia, perché non sappiamo esattamente cosa sarà quel virus", ha concluso. Una possibile soluzione, conclude lo studio, potrebbe esser quella di imporre ai proprietari di cani la vaccinazione anti-influenzale del proprio animale domestico.