Tim: in primo trimestre ricavi +2,7%, utile +25% a 250 mln

Tim: in primo trimestre ricavi +2,7%, utile +25% a 250 mln

Bruto Chiappetta
Mag 17, 2018

Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha approvato ieri i conti del primo trimestre 2018.

I primi tre mesi del 2018 hanno lasciato osservare un aumento degli utili, al quale si è accompagnato poi una discesa dei ricavi. Deludente, invece, l'indebitamento aziendale, che secondo la trimestrale di Telecom è tornato a salire.

"I solidi risultati del primo trimestre 2018 sono trainati dalla performance positiva in Italia e dalla forte crescita del Brasile, a conferma che stiamo già raccogliendo i frutti dell'implementazione della nostra strategia DigiTIM", ha commentato l'AD di TIM, Amos Genish.

La trimestrale Telecom Italia potrebbe condizionare quelle che saranno le mosse di oggi degli investitori sul titolo TIM. Proprio a tal riguardo si afferma tecnicamente che la trimestrale Telecom Italia abbia appunto un valore price sensitive. Per finire, l'utile netto del primo trimestre 2018 attribuibile ai soci si è attestato a quota 216 milioni di euro che diventano 250 milioni in versione comparabiile (questo dato si raffronta con i 200 milioni del primo trimestre 2017). Tuttavia, il dato è stato superiore ai 4,69 miliardi stimati dagli analisti. Il colosso telefonico ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2018, chiuso con ricavi pari a 4,74 miliardi di euro, in contrazione dell'1,6% rispetto ai 4,82 miliardi ottenuti nello stesso periodo dell'anno precedente. In contrazione il margine operativo lordo confrontabile, che è sceso del 4,9%, passando da 1,99 miliardi a 1,89 miliardi di euro; di conseguenza, la marginalità è peggiorata dal 41,3% al 39,9%. L'ebitda reported di gruppo (pari a 1,9 miliardi di euro) sconta l'effetto degli oneri operativi non ricorrenti pari a 95 milioni di euro.

Al 31 marzo 2018, l'indebitamento netto rettificato di Tim è risultato di 25,537 miliardi, in aumento rispetto ai 25,308 miliardi al 31 dicembre 2017. Tra questi sicuramente un progressivo calo del rapporto debito netto/ebitda a circa 2,7 e oltre.