Strage di Bologna, Ciavardini:

Strage di Bologna, Ciavardini: "Non ricordo e non mi pento"

Prospera Giambalvo
Mag 17, 2018

Probabilmente, la diversa linea di difesa è stata scelta per evitare di essere tacciato di reticenza e falsa testimonianza. Una possibilità già annunciata dal presidente della Corte d'assise, Michele Leoni.

Nessun nuovo dettaglio è emerso quando gli avvocati di parte civile, Brigida e Andrea Speranzoni, hanno mostrato a Ciavardini sei fotografie di Treviso, dove parcheggiò, vicino a una caserma, l'auto di cui disponeva, sempre per ricostruire le vicende attorno al covo veneto. Per quanto riguarda Bologna, non ho da pentirmi: non perché devo giustificarmi ma perché non è in alcuna maniera riconducibile a me la colpevolezza. Il pentimento giudiziario di altre persone, invece, non può essere in nessun modo paragonato a un pentimento da innocente.Ho fatto gli anni di carcere fino alla fine per Bologna, il tribunale non mi ha voluto riconoscere un beneficio ulteriore perché dicevano che non mi ero pentito: "ma se uno si dichiara innocente, come può pentirsi per qualcosa che non ha fatto". "La morte di De Angelis è una delle colpe che mi addebito - ha detto l'ex Nar, con gli occhi lucidi e la voce strozzata -, lui è un'altra vittima di questo processo". Non ho messo io le bombe nella stazione di Bologna nell'agosto 1980.

De Angelis, latitante come Ciavardini, fu arrestato il 3 ottobre del 1980.

L'avvocato difensore di Cavallini, Alessandro Pellegrini, ha chiesto a Ciavardini se De Angelis si fosse suicidato oppure sia stato ucciso. Il teste ha risposto ribadendo la propria innocenza.

Luigi Ciavardini, condannato in via definitiva con Valerio Fioravanti e Francesca Mambro per la Strage di Bologna è tornato davanti alla Corte d'Assise come testimone nel processo all'ex Nar Gilberto Cavallini, accusato a 38 anni dai fatti di concorso nella strage. Ciavardini ribadisce in aula che "chi ha commesso quell'atto è una m.", chiedendo scusa alla corte per la parola volgare, e a margine parla ai giornalisti così: "le vittime sono tante, non solo purtroppo quelle di Bologna". Ci sono i nostri famigliari o i famigliari dei nostri amici che hanno portato sulla loro pelle danni irreparabili, fino alla morte, per salvare i loro figli, accusati di banda armata o di azioni legate a questa strage.

A Ciavardini viene poi riproposto il proprio passato in Terza posizione, il movimento fondato dall'attuale leader di Forza Nuova Roberto Fiore, ma il diretto interessato ad esempio esclude di "aver mai incontrato lo stesso Fiore a Castelfranco Veneto, non sono mai stato a casa sua". In definitiva, insiste l'ex terrorista: "la presenza oggi a questi processi serve a questo: non sto mentendo, nonostante qualcuno possa pensare il contrario, magari perché è di parte e deve pensare diversamente".