Il dialetto siciliano diventa materia di studio

Il dialetto siciliano diventa materia di studio

Prospera Giambalvo
Mag 17, 2018

"Nel messaggio che il Presidente Nello Musumeci ha inviato in occasione del 72esimo anniversario dello Statuto della nostra regione, emanato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946, si sottolinea l'importanza dio tale atto statutario e si recita che" lo statuto doveva divenire una prerogativa per tutti e invece è divenuto un privilegio per pochi". E' stato deciso che, dal prossimo anno, verrà introdotto lo studio della storia di Sicilia e del suo dialetto.

Il consigliere comunale Rita Monella, in occasione della venuta ad Agrigento del presidente della Regione Nello Musumeci per le celebrazione del 72esimo anniversario dello Statuto regionale manifesta grande compiacimento per la scelta operata dal presidente. Approvato, infine, anche lo schema di nuove norme di attuazione dello Statuto in materia finanziaria (in riferimento agli articoli 36, 37 e 38). Ebbene, dopo oltre settant'anni, la Sicilia rimane ancora fra le Terre italiane più povere! "Il cinico e famelico centralismo romano ha fatto il resto, con norme statutarie inapplicate e sacrosanti diritti negati, spesso con la complicità di chi, eletto in Sicilia, avrebbe dovuto difenderla anziché svenderla nei palazzi di Roma". Ho già discusso con l'assessore Lagalla sulla necessità di applicare la legge regionale 9 del 2011, di cui sono stato promotore, che autorizza le scuole di ogni ordine e grado ad introdurre l'insegnamento della Storia, della Letteratura e della Lingua siciliana nelle ore curriculari e nel rispetto della autonomia di ogni singolo istituto. Oggi non serve cercare le responsabilità politiche ma bisogna guardare avanti in un rinnovato rapporto di fiducia in un lavoro che sia di squadra. Per ritrovare, insomma, l'orgoglio di essere Siciliani e la forza di risalire la china. È con questo spirito che intendiamo riaprire un serrato e vigile confronto con il nuovo Governo nazionale, al quale vogliamo presentarci a testa alta, senza sciocchi rivendicazionismi e senza complessi di colpa, forti anche di un mandato del Parlamento regionale che - sono certo - non avrà motivo di dividersi sugli interessi legittimi dell'Isola.

Questo articolo ha ricevuto commenti!