Chieste le pene per i genitori della ragazza suicida a Forli

Chieste le pene per i genitori della ragazza suicida a Forli

Prospera Giambalvo
Mag 17, 2018

Prima di suicidarsi, gettandosi nel vuoto dal tetto del liceo classico "Morgagni" che frequentava a Forlì il 17 giugno del 2014, Rosita Raffoni, 16 anni, lasciò in quel luogo uno scritto e un lungo messaggio vocale sul telefonino dove lanciava pesanti accuse ai genitori, in modo particolare al padre, per averla maltrattata e vessata fino a portarla a compiere il gesto estremo. Nella lettera Rosita ribadisce che i genitori nonl'hanno mai capita, conosciuta, né accettata per quello che erae che la sua ultima volontà è quella di lasciare un segno. La ragazza aveva manifestato i suoi propositi suicidi sia ai familiari, sia ad alcuni amici registrando anche un video nel cellulare in cui aveva manifestato le sue intenzioni a causa dello stato di incomprensione e di tensione che viveva nel rapporto coi genitori.

Insieme a lettere, un testamento-denuncia per la Procura di Forlì, che ha chiesto condanne per padre e madre. Le ipotesi di reato sono di istigazione al suicidio per il padre, e maltrattamenti fino alla morte per il padre e la madre.

In circa tre ore di requisitoria il pm Sara Posa, dopo avere inizialmente richiamato la giurisprudenza sul concetto che i maltrattamenti non sono solo intesi come violenza fisica, ma anche come abusi psicologici, ha analizzato, secondo quanto emerso dal dibattimento, i rapporti della coppia nei confronti della figlia, definendoli un "comportamento genitoriale disfunzionale". Sempre secondo la pm, i genitori di Rosita erano consapevoli del ruolo "predisponente e cogente" che il loro comportamento aveva nel creare disagi e sofferenza alla figlia. Si tratta di un processo complesso per la delicatezza della materia trattata nel rapporto fra genitori e figli, ma reso inevitabile per la evidenza pubblica con la quale si è svolto il suicidio e per le circostanze di denuncia sociale che la ragazza ha voluto rendere noti alla cerchia dei suoi conoscenti.