Camorra: medici complici del clan, sei misure cautelari a Napoli

Camorra: medici complici del clan, sei misure cautelari a Napoli

Prospera Giambalvo
Mag 17, 2018

Avevano rilevato i ristoranti di camorristi in carcere per proteggere i loro interessi economici e facevano investimenti e affari per conto della cosca: con questa accusa due medici napoletani, professionisti insospettabili, sono stati destinatari di una misura cautelare emessa del gip di Napoli ed eseguita dalla Dia partenopea, insieme alla sorella e al cognato di un boss e a due affiliati.

Secondo quanto riferito, i medici sono due fratelli, un anestesista e un chirurgo estetico, in servizio presso due cliniche private napoletane dei quartieri di Chiaia e Vomero.

I fratelli D'Ari si rendevano prima disponibili a proteggere gli interessi dei titolari di attività di ristorazione, detenuti e sotto processo, acquisendone i ristoranti e divenendo vittime di estorsione dei Lo Russo, per poi fare affari con i fiduciari dell'organizzazione. Arrestati anche Domenico Mollica (cognato dell'ex capo clan Carlo Lo Russo, oggi collaboratore di giustizia), titolare di una agenzia d'affari sita al centro direzionale di Napoli, Adriana Lo Russo, coniuge del Mollica e sorella di Carlo, nonché altri due soggetti ritenuti vicini al clan Lo Russo. I citati fratelli D'Ari sono gravemente indiziati del reimpiego, nelle citate attività di ristorazione, di cospicue somme di denaro proveniente da attività illecite del clan Lo Russo, unitamente a Domenico Mollica ed al noto Mariano Torre, già membro del gruppo di fuoco del clan e oggi collaboratore di giustizia. In questo modo, secondo le indagini, i due professionisti avrebbero assicurato la gestione di fatto e il conseguimento del profitto economico agli arrestati.

Per il delitto di estorsione nei confronti dei fratelli D'ARI, costringendoli a versare una somma mensile, già anzitempo pattuita con il precedente titolare di uno dei ristoranti acquisiti, è gravemente indiziato il citato MOLLICA, unitamente al TORRE Mariano e ai due soggetti complici. Agli arresti domiciliari è finita invece Adriana Lo Russo, accusata di ricettazione aggravata.