Xylella: Commissione Ue porta Italia a Corte Ue

Xylella: Commissione Ue porta Italia a Corte Ue

Prospera Giambalvo
Mag 16, 2018

Quantoanticipato dall'Ansa la scorsa settimana si è avverato: la Commissione Ue ha infatti deferito l'Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee antismog.

Infine l'Italia è finita davanti alla Corte di giustizia Ue sui rifiuti radioattivi. Il provvedimento non coinvolge solo l'Italia ma anche Ungheria e Romania, deferite per la stessa motivazione, mentre Francia, Germania e Regno Unito per il superamento dei limiti di biossido di azoto (No2). Una decisione che rischia di trasformarsi in sanzioni durissime per il nostro Paese. Un'altra procedura, avviata nel 2015 per l'inquinamento da NO2, il biossido di azoto, non dovrebbe invece aggravarsi: in questo caso è stata ritenuta sufficiente ad evitare complicazioni la documentazione inviata da Roma riguardante l'adozione di misure per ridurre l'inquinamento atmosferico.

L'Italia finisce davanti alla Corte di giustizia Ue anche sui rifiuti radioattivi. Associazioni ambientaliste, alcuni membri dei gruppi politici e alcune amministrazioni locali si sono però sempre rifiutate di adottare la misura "massiva" di eradicazione degli ulivi malati per provare a fermare il batterio, col risultato che la mano "morbida" non ha sortito alcun effetto e anzi, la Xylella è tornata a far paura dallo scorso marzo quando quasi tremila ulivi furono trovati positivi al batterio in un'area dove nel 2015 erano pochi esemplari.

Roma aveva già ricevuto un parere motivato, secondo passo dell'iter d'infrazione, lo scorso luglio, insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo. Secondo l'esecutivo comunitario, le autorità italiane erano tenute a rispettare pienamente le norme europee in materia di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nell'Ue, che prescrivono la rimozione delle piante infette dal territorio colpito non appena fosse stata confermata per la prima volta la presenza di Xylella fastidiosa. La direttiva Ue istituisce un quadro per garantire la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, chiedendo ai 28 provvedimenti adeguati in ambito nazionale per un elevato livello di sicurezza.