Foto con Erdogan, la federcalcio tedesca critica Özil e Gündogan

Foto con Erdogan, la federcalcio tedesca critica Özil e Gündogan

Bruto Chiappetta
Mag 16, 2018

Sono già in 30mila contro loro due. Ma Mesut Oezil e Ilkay Gundogan l'han fatta grossa.

Non si placa la polemica intorno alle foto dei calciatori della nazionale di calcio tedesca, Mesut Oezil e Ilkay Guendogan [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz - Apps on Google Play], insieme al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, e oggi è intervenuta con parole critiche anche la cancelliera, Angela Merkel, tramite il suo portavoce, Steffen Seibert. "Per il mio onorato presidente, con grande rispetto", la dedica di Gündogan.

Un colpo propagandistico sensazionale per il controverso leader turco, che sta imprimendo al Paese una forte stretta autoritaria e il 24 giugno affronta una cruciale elezione parlamentare: il suo partito, l'AKP, ha immediatamente diffuso le immagini sui social network, sfruttandole a fini elettorali. Ma in Germania le foto hanno provocato un'ondata di sdegno e critiche verso i due campioni, che la Bild Zeitung ha definito "geni calcistici ma idioti politici".

Sulla questione è intervenuto duramente anche il presidente della Federcalcio Reinhard Grindel: "La DFB sostiene valori che il signor Erdogan non prende in considerazione". Loew ha comunque dato atto ai due atleti "di aver fatto molto per l'integrazione" e li ha confermati nella lista preliminare dei 27 nomi della nazionale tedesca per i Mondiali di Russia. Entrambi i giocatori, di chiara origine turca, si mostrano sorridenti e con in mostra le loro maglie autografate poi regalate allo stesso Erdogan. Il centrocampista del Manchester City ha provato a giustificarsi, definendo il suo un "gesto di cortesia" di cittadini tedeschi giustificato dalle origini turche: "In nessun modo volevamo dare alle foto un significato politico, tantomeno far campagna in suo favore". Calcio e politica, d'altronde, non riescono quasi mai ad andare d'accordo. Com'era da attendersi, la querelle non è rimasta in Germania.

E' stata una situazione "che solleva interrogativi e invita a malintesi" ha dichiarato Merkel.