A Cannes con Euforia

A Cannes con Euforia

Quintino Maisto
Mag 16, 2018

"Ma se devo raccontare l'esistenziale, il mondo di oggi, è chiaro che cerco anche drammaturgicamente le uniche cose che sono rimaste intoccate in quel senso, e probabilmente la morte è la regina di quelle cose".

Si intitola "Euforia" il secondo film di Valeria Golino regista, e anche questa volta, come era successo cinque anni fa con "Miele", lo ha presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard.

CINEMA Due fratelli che non si somigliano. Di un nuovo incontro, dopo che la vita li obbliga a riavvicinarsi a causa di una situazione difficile.

Il film racconta la storia di Matteo (Riccardo Scamarcio) un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Suo fratello Ettore (Valerio Mastandrea) vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati e insegna alle scuole medie. Un uomo cauto, che per non sbagliare ha sempre preferito rimanere un passo indietro, nell'ombra. La metropoli e la campagna, due mondi che non si toccano. "Il film e' il racconto di una persona che crede di avere strumenti e armi per vincere tutto e che quando gli si presenta davanti un intoppo reagisce con le stesse armi che usa nella sua vita. Ed e' questo che si sta tentando di fare". "Invece poi capisce che per combattere le cose e attraversare il dolore, deve farsi volere bene per quello che è, non per quello che fa". Ci conosciamo bene tutti quanti, e abbiamo messo in gioco anche delle emozioni personali, di esperienze vissute. Il testo, l'idea ci ha dato opportunità di andare a ripescare nel nostro animo, nel profondo.

Film sulla fratellanza, ma anche - perchè no - sulla morte.

Ma quale lavoro è stato fatto per raggiungere un certo grado di autenticità? "Ettore è un personaggio-specchio per gli altri, mentre Matteo è pieno di un'umanità che io riconosco, ma che forse non frequento". Certo il momento è importante, ma va affrontato in maniera intelligente.

"Valeria è un'amica del cuore". Con Euforia, Golino dimostra doti acute, un tocco profondità e leggerezza allo stesso tempo, si concede 'svolazzi' come li chiama lei e allo stesso tempo punta dritto ad emozionare, senza retorica ma con grande verità. Quando ho deciso di fare "Euforia" non pensavo che questo era il motivo che mi portava a farlo, non è una cosa ragionata, non è una cosa tematica. Voi magari vedendo Euforia ci vedete un bel film, io ci vedo Valeria.