Raffreddore, trovata la molecola per sconfiggere il virus

Raffreddore, trovata la molecola per sconfiggere il virus

Prospero Rigali
Mag 15, 2018

Apparentemente banale, questa forma virale può causare riacutizzazioni della malattia in pazienti che hanno asma, fibrosi cistica, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e altre malattie respiratorie importanti. Spremute di arancia, pillole di zinco, suffumigi, punch al rum e tisane di echinacea: nessun rimedio si è mai rivelato efficace contro il raffreddore.

"È la prima tappa di un cammino ancora lungo", ha affermato all'Ansa il biochimico Roberto Solari, che ha condotto la ricerca con il chimico Edward Tate. "Attualmente non esistono trattamenti contro il virus del raffreddore e questa è la prima molecola capace di contrastarlo", ha aggiunto.

La prossima tappa, spiega ancora il biochimico italiano, consisterà nella "sperimentazione su modelli animali". "Solo dopo si potrà passare alle prime prove sugli uomini".

Ma vista la sua capacità di replicarsi rapidamente, il bacillo del raffreddore diventerebbe subito resistente, sviluppando delle difese per contrastare l'attacco delle medicine. I ricercatori hanno scoperto un principio attivo in grado di impedire il funzionamento di questa molecola.

Una delle caratteristiche dei virus è l'incapacità di vivere in maniera autonoma.

Deve infatti colpire le cellule umane e sfruttare i suoi meccanismi per assemblare nuove copie di se stesso.

Ora, secondo il team di ricercatori inglesi, la molecola scoperta sarebbe capace di bloccare completamente più ceppi di virus del raffreddore, puntando alla cosiddetta N-miristoiltransferasi (Nmt), una proteina delle cellule umane, quella che i virus "sequestrano" per costruire il guscio proteico, o capside, che protegge il loro genoma. Il potenziale farmaco, che potrebbe valere una vera e propria fortuna per i suoi inventori, è stato messo a punto da una squadra di scienziati di vari istituti britannici, tra i quali il Dipartimento di Chimica e il National Heart & Lung Institute dell'Imperial College di Londra, l'Università di Dundee e l'Università di Belfast.

Si tratterebbe, inoltre, di un medicinale che non avrebbe effetti collaterali tossici.

"Per i giovani e per chi è in buona salute, il raffreddore non è certamente gradevole, ma non c'è rischio di vita".

L'influenza invernale e il raffreddore potrebbero in futuro scomparire dal vocabolario. Il freddo invece causa soprattutto il raffreddore comune che può portare oltre che a naso otturato anche a mal di gola e tosse.

Se e quando i test di efficacia e sicurezza saranno completati, l'obiettivo è quello di somministrare il farmaco attraverso uno spray da inalare. Alla ricerca ha partecipato anche Andrew Bell, uno dei co-scopritori del Viagra, negli anni '90.