GOVERNO/ Financial times attacca M5S e Lega,

GOVERNO/ Financial times attacca M5S e Lega, "sono i nuovi barbari"

Bruto Chiappetta
Mag 15, 2018

Alle voci critiche dei principali osservatori internazionali si è aggiunta quella del Financial Times.

Roma, 15 mag. (askanews) - "L'Italia è sul punto di instaurare il più anticonvenzionale ed inesperto governo alla guida di una democrazia occidentale europea dal Trattato di Roma del 1957: sarebbe formato dall'anti-establishment Movimento 5 Stelle e dall'estrema destra anti-immigrazione della Lega, partiti che considerano il moderno sistema politico dell'Italia come un completo fallimento e le politiche e la governance europea come piene di difetti".

Il giudizio è davvero impietoso.

Prima delle elezioni, scrive il Ft, "era convinzione comune nelle altre capitali Ue e sui mercati finanziari che un governo Cinque Stelle-Lega sarebbe stato il più inquietante di tutti gli esiti possibili".

E continua dicendo: "Ora i barbari non stanno solo attraversando le porte di Roma".

A meno di non agire sulla spesa pubblica, ("e finora non abbiamo sentito parlare di nessun taglio significativo o di proposte per un aumento delle entrate", si legge) il rapporto deficit/Pil italiano crescerebbe al 3% nel 2019 e al 2% nel 2020; le attese attuali sono attestate all'1% per entrambi gli anni. Allo stesso tempo "i due partiti godono di una indiscutibile legittimità democratica" e "escludere i vincitori delle elezioni dal potere non è un passo per una democrazia matura". Detto questo, sottolinea l'editoriale, il contratto di governo Salvini-Di Maio "dà molte ragioni di preoccupazione" in quanto "i due partiti sono troppo russofili", e "la Lega è a favore di deportazioni su larga scala di migranti illegali". E le colpe di tutto ciò, secondo il quotidiano inglese, sono ben chiare: "I partiti tradizionali devono solo incolpare se stessi". Quindi "come risultato, un governo M5S-Lega potrebbe ritrovarsi in conflitto con le ortodossie fiscali di altri governi Ue e della Commissione europea". "Queste sono aree - conclude l'articolo - dove l'Unione europea può e deve lavorare in modo costruttivo con il prossimo governo italiano, anche se questo significa assecondare la retorica iconoclasta dei pentastellati e della Lega".

Un'analisi che demolisce l'asse Salvini-Di Maio, parlando di uno scenario "preoccupante" nel caso che la "presa" di Roma diventasse davvero realtà.