Internazionali BNL d'Italia 2018, niente prequalificazioni a Piazza del Popolo

Internazionali BNL d'Italia 2018, niente prequalificazioni a Piazza del Popolo

Prospero Rigali
Aprile 30, 2018

Anzi no. Due settimane dopo l'annuncio del presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, oggi la soprintendenza non ha autorizzato il progetto.

"Apprendiamo con un certo fastidio la notizia che la soprintendenza avrebbe dato lo stop allo svolgersi di alcune partite degli Internazionali di Tennis all'interno di piazza del Popolo". A sorpresa, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il comune di Roma, per il momento, non ha autorizzato gli incontri relativi alle pre-qualifiche in Piazza del Popolo, una delle grandi novità dell'edizione 2018, studiate da Federtennis e dall'area marketing del CONI (guidata da Diego Nepi Molineris). La stampa romana ha tirato in ballo il paragone con i tragici fatti di Piazza San Carlo a Torino: lo scorso 3 giugno, in occasione della finale di Champions League con in campo la Juventus, fu allestito un maxi-schermo nel salotto buono della città, ma lo scriteriato gesto di alcuni micro-criminali (spruzzarono spray urticante sulla gente per effettuare qualche scippo) scatenò un panico collettivo dall'esito tragico: 1.500 feriti e un morto, la povera Erika Pioletti. "Stiamo tentando di dare rassicurazioni e spiegare i motivi per cui secondo noi le partite di tennis non costituiscono un pericolo più grave per la piazza di eventi che da sempre vengono autorizzati li', compresi i concerti" ha spiegato il presidente della commissione Sport di Roma, Angelo Diario, all' Agenzia Ansa. "E' una nuova opportunità, garantita dall'ottimo rapporto che abbiamo con l'amministrazione capitolina" aggiunse ancora Binaghi.

L'idea del tennis a Piazza del Popolo a Roma rischia di non prendere mai forma concreta, la soprintendenza di Roma infatti sembra essere contraria all'iniziativa di far disputare gli incontri di pre-qualificazione in piazza.

Parere negativo dal "Tavolo del decoro del Comune di Roma".

In realtà alla base del divieto peserebbe soprattutto un discorso legato alla sicurezza dell'evento.