Siria, Trump smentisce Macron e annuncia sanzioni contro Russia

Siria, Trump smentisce Macron e annuncia sanzioni contro Russia

Prospera Giambalvo
Aprile 17, 2018

Per cifre che di rado rasentano i 20 dollari, è possibile farsi spedire direttamente a casa il famigerato 'bottone rosso di Trump' (anche in versione magnetica da frigo), la penna parlante con la vera voce del presidente, una busta di caramelle filanti e giallissime chiamate capelli di Trump, e ancora bustine igieniche per le deiezioni canine, porta rotolo parlante da toilette, tazze da prima colazione, action figure, tappi per le orecchie e le immancabili Impeachmints, caramelline gusto pesca per chi sogna l'impeachment. Nel mezzo una situazione in Siria sempre più complicata. Il primo afferma di aver convinto Trump a far rimanere le truppe americane in Siria, ma da Washington smentiscono seccamente.

"Dieci giorni fa il presidente Trump ha detto che gli Usa intendevano disimpegnarsi dalla Siria".

La replica segue le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron che aveva detto di aver convinto il tycoon a rimanere in Siria a lungo. A precisarlo è la portavoce della White House, Sarah Sanders che non cita mai Macron, risulta evidente che la dichiarazione diffusa alla stampa in serata nasconda una certa irritazione di Trump nei confronti delle affermazioni dell'inquilino dell'Eliseo. E non può essere presidente degli Stati Uniti qualcuno che non riflette i nostri valori, quelli in cui credono repubblicani e democratici.

A bombardamento fatto, arriveranno nelle prossime ore a Douma gli ispettori dell'Opac per stabilire se vi sia stato o meno nei giorni scorsi un attacco con i gas dei militari siriani sui "ribelli" (in realtà miliziani salafiti di Yaish al-Islam finanziati dai sauditi) della cittadina della Ghouta Orientale. A fine marzo però il presidente americano aveva assicurato invece che i 2.000 soldati americani avrebbero lasciato la Siria "molto presto". Il consigliere per la sicurezza nazionale ha detto anche che la cosa più dura è coinvolgere gli USA in un conflitto, ma gli sembrava che sostenere un simile piano nella prima settimana di lavoro "era troppo". Ad annunciarlo con un tweet è stato il presidente dell'Assemblée Nationale, François de Rugy, precisando che il dibattito inizierà alle 17: "Consentirà al governo di esprimersi davanti ai deputati e a tutti i gruppi parlamentari di illustrare le proprie posizioni", ha affermato.

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