Ruby bis, pg:

Ruby bis, pg: "Ragazze ad Arcore? Per il buonumore di Berlusconi"

Prospera Giambalvo
Aprile 17, 2018

E' questo quanto si legge Dunque nella requisitoria del PD di Milano Daniela Meliota del nuovo processo d'appello ordinato dalla Cassazione a carico del giornalista e dell'ex consigliere regionale Lombarda Nicole Minetti.

Nel primo processo d'appello, era caduta l'accusa più grave, quella di avere favorito la prostituzione dell'allora 17enne Ruby, ed era rimasta per i due imputati l'accusa di favoreggiamento della prostituzione delle ragazze maggiorenni e, per il solo Fede, quella del tentativo di indurre alla prostituzione altre tre giovani che avevano detto 'no' (Chiara Danese, Ambra Battilana, Imane Fadil, parti civili).

Insomma, il nuovo procedimento prenderà il via il prossimo 9 maggio dopo che era stato letteralmente "spacchettato" dal gup di Milano ad altre Procure per via della questione di competenza di territorialità: a tal proposito va ricordato che, nel processo Ruby bis, Silvio Berlusconi era stato comunque assolto dalle accuse di prostituzione minorile e concussione, mentre è ancora in ballo il cosiddetto filone ter che invece riguarda la presunta corruzione degli ospiti presenti alle "cene galanti" e che, secondo gli inquirenti, sarebbero state indotte a dire il falso in tribunale.

Richiesta di conferma delle condanne per l'ex direttore del Tg4 Emilio Fede e per l'ex consigliera lombarda Nicole Minetti nel processo d'appello bis sul caso Ruby bis: al centro c'è l'accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Procedimento scaturito dalla decisione della Cassazione di rinviare a un nuovo appello per colmare alcune "lacune motivazionali" della sentenza di secondo grado.

"Le ragazze erano aspiranti mantenute, non prostitute ha spiegato il difensore della Minetti, Paolo Righi - avevano interesse a conoscere il premier, anche ad avere una relazione con lui se poteva avere un'utilità per loro, per fare carriera". "Il favoreggiamento a carico di Fede, che non aveva alcun scopo filantropico, esplode dalle carte processuali col concorso di Lele Mora, già condannato, che ha più volte dichiarato a verbale che l'unica ragione per cui si prestava a portare le fanciulle a Berlusconi era recuperare del denaro che non si fermava nelle casse della sua società ma - ha concluso Meliota - finiva come provvigione anche nelle tasche di Fede". Minetti, invece, aveva il ruolo "fondamentale" di fornire "abitazioni" alle ragazze. Per lei il pg ha chiesto di confermare il riconoscimento delle generiche. Il pg ha parlato anche di quella "fase del bunga-bunga nella quale c'era una atmosfera suadente e accattivante che influiva sulla fragilità delle ragazze, alcune appena 18enni e nel corso della quale Berlusconi e Fede toccavano le ragazze".