Alfie Evans, ancora un no al trasferimento in Italia

Alfie Evans, ancora un no al trasferimento in Italia

Prospera Giambalvo
Aprile 17, 2018

La decisione conferma l'ok alla procedura di distacco del bambino dai macchinari che lo tengono in vita. Le ultime agenzie riportano che il bambino, secondo i giudici, deve continuare a ricevere cure e assistenza vitale delle macchine fino alla nuova azione di fronte alla Corte Suprema già annunciata dai genitori. Il papà e la mamma, Tom Evans e Kate James, chiedevano di poter trasferire Alfie, 23 mesi, al Bambino Gesù di Roma, disposto ad assisterlo ancora. "Prego per Alfie, per la sua famiglia e per tutte le persone coinvolte".

Ora i genitori hanno a disposizione 24 ore per chiedere il permesso direttamente alla corte. Francesco ha affidato entrambi alla preghiera di tutti, così come altre persone in diversi Paesi che "vivono, a volte da lungo tempo, in stato di grave infermità, assistite medicalmente per i bisogni primari". Preghiamo perché ogni malato sia sempre rispettato nella sua dignità e curato in modo adatto alla sua condizione, con l'apporto concorde dei familiari, dei medici e degli altri operatori sanitari. Il Pontefice era già intervenuto sulla vicenda con un tweet lo scorso 4 aprile: "E' la mia sincera speranza che possa essere fatto tutto il necessario per continuare ad accompagnare con compassione il piccolo Alfie Evans e che la profonda sofferenza dei suoi genitori possa essere ascoltata". L'Alta Corte di Londra ha autorizzato a staccare la spina che tiene in vita il bimbo contro la volontà dei genitori, che vorrebbero trasferirlo al Bambin Gesù di Roma.