Trump:

Trump: "Attacco in Siria? Forse molto presto o forse non ci sarà"

Bruto Chiappetta
Aprile 13, 2018

In risposta al "njet" russo gli Usa si sono premurati di far bocciare con 5 voti a favore, 4 contrari e 6 astenuti (ne servono 9 per l'approvazione) la terza bozza di risoluzione presentata dalla Russia che chiedeva l'invio degli investigatori dell'Opac a Douma per indagare il presunto attacco chimico con bombe al cloro. "L'immediata priorità è evitare il pericolo di una guerra", ha ammonito Nebenzia, auspicando la riunione del Cds "al più presto".

Il funzionario ha sottolineato che le sostanza come il gas nervino degradano molto rapidamente e dunque è fondamentale un accertamento de fatti tempestivo.

I segnali di un attacco imminente sono diversi, il presidente siriano Bashar al-Assad ha lasciato con la sua famiglia il palazzo presidenziale, ma al momento sembra che ci si limiti a mostrare i muscoli.

Il Consiglio di gabinetto britannico ha dato il via libera alla premier Theresa May a continuare a coordinarsi con Usa e Francia per un'azione militare in Siria.

Macron si schiera con Trump sull'ipotesi di intervento militare: 'Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime', ha detto il presidente francese, aggiungendo che la Francia vuole 'togliere la possibilità di utilizzare armi chimiche' al regime siriano, affinché 'mai più si debbano vedere le immagini atroci viste in questi giorni, di bambini e donne che stanno morendo'. Il presidente americano e la premier britannica si sono trovati "d'accordo sulla necessità di continuare a lavorare a stretto contatto per la risposta internazionale". "Tutte le opzioni restano sul tavolo, la decisione finale non è stata ancora presa", ha però detto la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, dopo i tweet infuocati di Trump. Le prime parole del nuovo "governatore" della provincia siriana sono un invito a tornare lanciato alla popolazione fuggita durante l'offensiva lanciata da Ankara, per decidere del futuro dell'area "in autonomia, senza interferenze di chi viene da Kandil".

"Abbiamo la prova dell'uso di armi chimiche in Siria".

Anche il leader M5s Luigi Di Maio appoggia la linea dell'esecutivo: "Condividiamo e sosteniamo la posizione assunta dal governo italiano di fedeltà chiara all'alleanza euro-atlantica e di non partecipazione ad azioni militari in Siria, riconfermando che per una soluzione stabile si dovrà lavorare con ulteriore determinazione ai tavoli negoziali delle Nazioni Unite".

Peccato che queste prove al momento non siano state mostrate ma solo annunciate. Quest'ultimo però ha contestato la completa estraneità del suo governo riguardo le accuse di coordinamento dell'attacco chimico su Douma. "Ora, spero che nessuno scommetta sull'idea di imbarcarsi in un'impresa così rischiosa", ha dichiarato ai giornalisti. In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un ottimo lavoro per liberare la regione dall'Isis. "Ma ad ogni modo anche incidenti insignificanti provocheranno nuovi flussi di migranti verso l'Europa". Secondo alcune fonti, almeno cinque aerei cisterna, in grado di rifornire i caccia, hanno sorvolato il Mediterraneo nelle ultime ore.

"Gli Stati Uniti e l'Occidente vogliono attaccare a livello internazionale la Russia e la sua alleanza con l'Iran e la Siria attraverso la questione siriana, molto simile per la sua natura a quello che è successo in Gran Bretagna (caso Skripal, ndr)". Così Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea rispondendo ad una domanda dei cronisti.