Ilva, Arcelor propone a Ue piano dismissioni tra cui impianto Piombino

Ilva, Arcelor propone a Ue piano dismissioni tra cui impianto Piombino

Bruto Chiappetta
Aprile 13, 2018

ArcelorMittal ha annunciato che ha presentato un pacchetto di cessioni nell'ambito della revisione in corso da parte della Commissione europea per l'acquisizione dell'Ilva di Taranto. La Commissione europea ha avviato un'indagine sul deal a novembre, in scia alla preoccupazione che possa limitare la concorrenza nel campo dei prodotti laminati di acciaio al carbonio, con la conseguenza di un rialzo dei prezzi, soprattutto nell'Europa meridionale Sul fronte sindacale della vicenda Ilva, ieri Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, ha twittato che non "ci sono licenziamenti, i lavoratori sono tutti protetti e gli investimenti ambientali partiti". Complessivamente - come detto - sono sei gli impianti che ArcelorMittal sarebbe disposto a sacrificare pur di ottenere il gruppo Ilva: quello di Piombino, l'unico impianto di acciaio galvanizzato della società in Italia; lo stabilimento ArcelorMittal Galati, in Romania; quello a Skopje, in Macedonia; l'impianto di l Ostrava, nella Repubblica Ceca; Dudelange in Lussemburgo; le linee di galvanizzazione 4 e 5 a Flemalle e le linee di decapaggio a caldo, a freddo, laminazione a freddo e di banda stagnata a Tilleur, tutte a Liegi, in Belgio.

Calenda non ha però partecipato all'incontro di oggi, una riunione durata meno di due ore e nuovamente interlocutoria ma forse con qualche spiraglio in più.

Al tavolo, oggi, ArcelorMittal, secondo quanto riferiscono i sindacati, avrebbe fatto un passo avanti, accettando che la "discontinuità" dei diversi rapporti di lavoro sia "solo formale" e non "nella sostanza delle retribuzioni e nella parte normativa già in essere". "Se queste posizioni non cambiano, un accordo non sarà possibile" ha tuonato il numero uno Fiom Cgil, Rosario Rappa. "La parte fissa del contratto nazionale, l'anzianità di servizio, i livelli retributivi non varieranno" spiega Valerio d'Alo della Fim-Cisl.

Presentata la mossa del marchio AM, l'Antitrust prevede di sciogliere la riserva entro il 23 maggio.