Il cofondatore di Apple, Steve Wozniak, chiude pagina Facebook

Il cofondatore di Apple, Steve Wozniak, chiude pagina Facebook

Saba Mula
Aprile 11, 2018

Lo scandalo Cambridge Analytica sembra pronto a mietere altre vittime. È la volta di Steve Wozniak, il cofondatore di Apple, che affida le sue motivazioni a un comunicato stampa diramato da Usa Today: "Gli utenti forniscono ogni dettaglio della loro vita a Facebook e..."

La situazione non è più sostenibile, al punto che anche personalità di spicco del calibro di Steve Wozniak hanno deciso di abbandonare definitivamente Facebook. "I profitti sono tutti basati sulle informazioni condivise dagli utenti ma gli stessi utenti non traggono alcun beneficio". Apple ha modi più sicuri per condividere i dati personali.

Wozniak fa anche un paragone con Apple spiegando come Cupertino faccia, invece, profitti grazie alla qualità dei suoi prodotti e non utilizzando i suoi utenti come "prodotto". "Con Facebook invece sei tu il prodotto". Ha poi aggiunto che preferirebbe pagare per Facebook piuttosto che lasciare che la pubblicità sfrutti le sue informazioni personali. Con questo ha dichiarato anche la sua volontà nell'allontanarsi da Facebook e dunque di eliminare il proprio account dal social network cercando dunque di non dare in pasto ai "leoni" i propri dati sensibili. Tante le polemiche nei confronti di Facebook e del suo creatore anche da parte di importanti personaggi del mondo tech.

Zuckerberg ha subito replicato al CEO della Mela morsicata volendo sottolineare la diversa natura economica del social network e di Apple, definendo indirettamente quest'ultima un'azienda concentrata sui consumatori più ricchi: "Se vuoi costruire un servizio che non sia utile solo alle persone ricche, hai bisogno di qualcosa che tutti si possano permettere". Già a marzo Tim Cook aveva platealmente criticato il modus operandi di Facebook non mancando di celebrare la sua azienda: "non condividiamo l'idea che ognuno (ciascun sviluppatore, n.d.r.) sia libero di fare ciò che vuole e che se non ci allineiamo a questa visione dobbiamo per forza essere nemici della libertà di espressione".