Politica: MARONI:

Politica: MARONI: "SALVINI NON DIVIDA CENTRODESTRA"

Prospera Giambalvo
Marzo 19, 2018

I fedelissimi di Renzi però sospettano che nel partito molti siano favorevoli al dialogo con i 5 stelle sul governo. "Nulla è impossibile o irrealizzabile" dice Salvini. "Sarò contento - ha precisato Salvini - come centrodestra di sentire lui e gli altri esponenti politici con l'unico obiettivo di giungere quanto prima a rendere operativo il Parlamento". L'asse M5sd-Lega continua a reggere. Ne ha parlato indirettamente durante l'intervista rilasciata a Barbara D'Urso durante la trasmissione Domenica Live: "Stando alle parole, la legge Fornero è una cosa che anche loro vorrebbero cambiare, c'è un rapporto con l'Europa da cambiare, c'è una riforma della scuola da cambiare". Il timore nel partito e' che si resti fuori da tutto, anche considerato il veto grillino su Romani, difeso strenuamente da tutti i dirigenti azzurri.

La crisi che travaglierà il centrodestra nelle prossime settimane ci farà capire a quale livello di scontro i due fronti opposti saranno disposti ad arrivare. Fa credere contemporaneamente a Berlusconi di trattare in via esclusiva con il M5S, e al grillino di volere una legge elettorale con premio di coalizione che di fatto premierebbe il centrodestra e schiaccerebbe i grillini. Meglio un governo pieno, di programma, sui punti condivisi con il Carroccio: una soluzione che accontenterebbe anche il Colle, da sempre convinto di evitare nuove elezioni.

"Berlusconi teme l'Opa di Salvini su Forza Italia e che si affermi la leadership di Salvini ai danni del centrodestra", ha aggiunto Maroni. "Da qui al 23 quando si decideranno i presidenti delle Camera si giocherà il primo tempo di questa partita". C'è già la data: "il 26 maggio 2019, quella prevista per le europee". "Dopotutto sono arrivati secondi" sostiene Giorgia Meloni. Mi sembra strano che vada al governo chi è stato sonoramente bocciato dagli italiani. Ma ha anche rimarcato delle differenze: "Loro vogliono dare 700-800 euro a chi sta a casa". Il segretario reggente del Pd Maurizio Martina per ora ritiene "giusto avere un confronto" ma lo limita alle presidenze delle Camere per cui "servono figure plurali e di equilibrio". Per Grasso "bisogna individuare figure autorevoli e di garanzia".

"Lo dico da osservatore ma spero che centrodestra rimanga e venga confermata, evitando che si rischi di buttare all'aria un patrimonio di alleanze degli ultimi vent'anni".