Veneto, Zaia: 30 settembre referendum separazione Venezia-Mestre

Veneto, Zaia: 30 settembre referendum separazione Venezia-Mestre

Prospera Giambalvo
Marzo 17, 2018

Prima di arrivare alla decisione e all'annuncio del referendum, la giunta regionale ha ascoltato una relazione a riguardo da parte del vicepresidente e assessore agli enti locali, Gianluca Forcolin - come Zaia della Lega Nord -, il quale in seguito ha ribadito che tutto era avvenuto secondo quanto aveva chiesto il Consiglio, "che è sovrano".

Nel 2014 i comitati di cittadini promotori raccolsero e depositarono in Regione quasi novemila firme a sostegno dell'iniziativa, che non è però nuova tra i veneziani: negli anni sono stati fatte ben cinque consultazioni popolari sulla separazione di Venezia da Mestre. A suggerire la data è stato il Comitato di Venezia col presidente Marco Sitran, e la giunta ha convenuto che l'autunno sarebbe la data ideale. Questo, a sua volta, ha potestà solo se il referendum è indetto su questioni che riguardano il sindaco metropolitano: la legge Delrio non dà altre indicazioni né stabilisce cosa fare in questo caso per la separazione di Venezia e Mestre. Il pronunciamento del Tar dirimerà ogni dubbio su legittimità, confini e conseguenze della consultazione, dando tranquillità anche alla Regione che ha messo in primo piano la legittimità del referendum veneziano. "Aspetterei a cantar vittoria, dopodiché ognuno può dire quello che vuole - ha aggiunto - ma io devo verificare che un provvedimento così grande e pesante per la città sia legittimo".

Il governatore del Veneto Luca Zaia si limita invece ad un laconico commento: "non faccio campagna né per il sì, né per il no". Gli oneri del referendum sono a carico della Regione, ai sensi dell'articolo 28 della legge regionale 12 gennaio 1973, avvalendosi nell'espletamento delle operazioni degli Uffici del Comune di Venezia.