Marzo: Giornata dei Disturbi Alimentari 2018

Marzo: Giornata dei Disturbi Alimentari 2018

Prospero Rigali
Marzo 17, 2018

SONO oltre tre milioni.

La Società Italiana di Educazione Terapeutica (SIET) sviluppa e applica protocolli strutturati di educazione terapeutica nell'ambito delle principali malattie croniche (Diabete, Obesità, Disturbi Alimentari, Malattie Cardiovascolari, Psoriasi, ecc.).

Al termine del Convegno, approfittando del calar della sera in quel di Piazza Dante, grazie alla preziosa collaborazione dell'Amministrazione, la facciata del palazzo del Comune di Grosseto si tingerà di Lilla, colore simbolo dei D.A. tramite un suggestivo gioco di luci. "Sintomo cardine del disturbo è la non corretta percezione del proprio corpo".

Problematiche che insorgono anche tra i bambini.

Ricordiamo che come ogni anno, il 15 marzo ricorre la giornata in cui la scienza medica, media e opinione pubblica fanno quadrato attorno ai disturbi del comportamento alimentare. Si tratta di un'eccessiva attenzione a quello che si mangia, una manicale selezione della qualità e salubrità dei cibi. Piccoli e grandi. Una giornata di sensibilizzazione. L'incontro sarà moderato da Mara Negrati, responsabile scientifica del sodalizio, e vedrà la partecipazione di Biasucci, di Jessica Rolla, medico specialista in Scienza dell'alimentazione e della psicoterapeuta Monica Premoli. La ragazza era in lista d'attesa per entrare in una struttura residenziale, fuori dalla Liguria, la sua Regione. Il primo anno l'evento s'è svolto soltanto nel capoluogo ligure. I comportamenti tipici di una persona che soffre di questa patologia sono: digiuno, restrizione dell'alimentazione, crisi bulimiche, vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici al fine di contrastare l'aumento ponderale. Chiedono questo soprattutto le associazioni delle famiglie, che negli ultimi anni si sono spese per l'approvazione di una legge sull'istigazione ad anoressia e bulimia, arenata nelle secche del Senato appena prima dello scioglimento delle Camere: "Siamo arrivati a un passo per vedere riconosciuto non solo il reato, che necessita della sua specificità, ma anche della pena, secondo noi necessariamente da commutare in un percorso di cura". "Spesso questo accade in totale solitudine, per cui chi ne soffre rischia di isolarsi dagli altri e di sentirsi sempre più estraneo nelle relazioni".

"E' un'iniziativa bella e utile che accende e invita a tenere accesi i riflettori su un problema che è sociale e sanitario insieme e a sottolineare quanto sia importante il sollecitare le istituzioni - così l'assessore al Welfare Antonella Allegrino - Questo perché il problema dei disturbi alimentari sia vissuto sul fronte sanitario, ma anche psicologico, per fare in modo che psicologia e medicina percorrano la stessa via e il lavoro sulla persona e il contesto sociale diventino un insieme che aiuta a uscire fuori dal disturbo". "Il nostro ambulatorio segue stabilmente circa 300 persone, mentre le prime visite sono circa 1500", spiega.

Il prossimo 15 marzo, dunque, si farà il punto della situazione sui disturbi alimentari, e non solo. Coinvolgono il corpo e la mente dei pazienti, e anche tutta la famiglia.