Trovate microplastiche nell'acqua in bottiglia

Trovate microplastiche nell'acqua in bottiglia

Bruto Chiappetta
Marzo 15, 2018

A rivelarlo è uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità secondo la quale i livelli di plastica nelle bottiglie sono circa il doppio di quelli che si trovano nell'acqua del rubinetto. L'analisi è stata condotta dall'università statale di New York a Fredonia.

Il tipo di frammento più comune risultato dalle nuove analisi sull'acqua confezionata è il polipropilene, lo stesso utilizzato per realizzare i tappi di bottiglia. Poco più di sei mesi fa le analisi su 159 campioni di acqua potabile raccolta in varie città del mondo aveva rivelato il primato negativo degli Stati Uniti, dove la percentuale di fibre dai rubinetti risultava toccare il 94%, seguiti Libano e India. Il colorante tende infatti ad aderire alla superficie della plastica ma non alla maggior parte dei materiali naturali.

I marchi analizzati sono Aqua (Danone), Aquafina (PepsiCo), Bisleri (Bisleri International), Dasani (Coca-Cola), Epura (PepsiCo), Evian (Danone), Gerolsteiner (Gerolsteiner Brunnen), Minalba (Grupo Edson Queiroz), Nestlé Pure Life (Nestlé), San Pellegrino (Nestlé) e Wahaha (Hangzhou Wahaha Group).

Non ci sono al momento prove scientifiche che ingerire particelle di plastica possa essere dannoso, ma capire le implicazioni possibili è molto importante.

Alcune aziende, poi, sottolineano il fatto che lo studio non sia stato sottoposto a un processo di revisione come avviene solitamente per i paper scientifici e che dunque potrebbero esserci dei problemi metodologici, dovuti anche al fatto che le tecniche per il rilevamento delle microplastiche sono relativamente recenti. Jacqueline Savitz, del gruppo di ricerca Oceana, ha dichiarato: "Sappiamo che la plastica si sta formando negli animali marini e questo significa che anche noi siamo esposti". Contattati dai giornalisti di Orb Media, due degli undici marchi esaminati hanno ammesso che i loro prodotti contengono microparticelle di plastica, ma che lo studio presenta numeri esagerati. Anche Danone ha fatto eco a Nestlé quanto all'inaffidabilità del metodo rosso nilo, mentre l'American Beverage Association ha affermato di aver motivo di credere senza riserve alla sicurezza delle bottiglie di plastica, aggiungendo anche che quello delle microplastiche è un ambito di ricerca scientifica appena nato. Il portavoce ha dichiarato che le concentrazioni di materie plastiche in acqua derivanti dalle proprie analisi erano inferiori a quelle consentite nei prodotti farmaceutici.