Si suicida a 17 anni:

Si suicida a 17 anni: "Me l'hanno ucciso i bulli"

Prospera Giambalvo
Marzo 13, 2018

Attualmente la Procura non ha ancora aperto un fascicolo con un reato specifico, ma mamma Maria sa che gran parte della responsabilità ricade sui bulli.

Il 23 febbraio un 17enne, Michele Ruffino, si è lanciato da un ponte ad Alpignano, nel Torinese.

Michele aveva problemi alle braccia e alle gambe, faticava a muoversi, "conseguenza di un vaccino fatto a sei mesi dalla nascita" sostiene la madre. Problemi avuti anni fa, ma che lo hanno segnato e costretto alla quasi perenne condizione di "emarginato". "Non vogliamo vendetta, ma se c'è qualcuno che ha sbagliato deve pagare". Michele "era un appassionato di internet e andava molto spesso sui canali YouTube dove aveva allacciato rapporti con vari coetanei". "Si è ucciso perché voleva un amico della sua età e riceveva solo porte in faccia e prese in giro". Gli stessi bulli che "lo hanno preso in giro il giorno del suo funerale".

Ha voluto scrivere un ultima lettera quel figlio poco prima della morte assurda avvenuta lo scorso 23 febbraio: Maria Catambrone Raso ancora non è riuscita "ad uscire dall'incubo di quella notte senza senso", e ha reso pubbliche quelle lettere intrise di dolore. "Chi lo ha ascoltato si è sentito gelare il sangue nelle vene". Ho intenzione di mollare. Come raccontano i media locali, prima di compiere l'estremo gesto il ragazzo ha lasciato una lettera di addio proprio alla madre nella quale c'era questo passaggio: "Questo ragazzo moro piange davanti allo specchio e non trova nessuno dietro di sé che gli dica 'ehi oggi sei maledettamente bello'". "Voleva farsi i muscoli, lui che era così magro", spiega la madre, 51 anni. Allora, come capita in casi del genere, il ragazzino si chiudeva in se stesso, nel suo mondo: sognava di diventare famoso, uno youtuber. La donna ha raccontato tutto ai militari, episodio dopo episodio e i carabinieri di Alpignano hanno preso il cellulare e il computer di Michele per analizzarli. "A loro aveva confidato la voglia di farla finita". Michele non c'è più, ma le sue lettere che hanno raccolto l'urlo silenzioso di dolore sono destinate a rimanere.