Governo M5S, Di Maio chiude a Salvini e apre al Partito Democratico

Governo M5S, Di Maio chiude a Salvini e apre al Partito Democratico

Prospera Giambalvo
Marzo 13, 2018

Per il Movimento si tratterebbe della prima carica istituzionale ricoperta - la terza o la seconda dello Stato - in attesa di quell incarico di governo che rappresenta l'obiettivo vero ma anche il più complicato. Nessuna ipotesi di "governo di tutti". E tutto ciò nonostante non stia scritto da nessuna parte della Costituzione più bella del mondo che il partito che raccoglie la maggior percentuale di voti debba per forza governare. "Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito". Messo da parte il progetto di regalare un salario a tutti gli italiani disoccupati con il famigerato "reddito di cittadinanza", l'aspirante premier grillino è riuscito a fare retromarcia anche su altri cavalli di battaglia del Movimento Cinque Stelle sull'opposizione all'Europa e alla Nato.

E infine l'appello: "Io chiedo responsabilità: il debito pubblico e la disoccupazione non aspettano". Come ha spiegato in conferenza stampa, infatti, se gli altri vogliono tornare alle urne, loro sono pronti: "A noi non spaventa, se vogliono un segnale ancora più forte, i cittadini daranno loro un segnale più forte". Il riferimento è al Pd e a Forza Italia, con Silvio Berlusconi che in un'intervista ha proposto un governo di centrodestra con l'appoggio del Pd. L'ammonizione di Di Maio si rivolge ancora al vecchio modo di fare politica, che anche in queste ore vede i partiti tradizionali impegnati in questioni interne piuttosto che proiettare l'attenzione verso l'interesse dell'Italia: "a queste elezioni abbiamo assistito non solo alla rovina della sinistra ma di tutti i partiti tradizionali".

Tira dritto il leader pentastellato: "Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c'è stata una grande investitura".

Tutto ciò Di Maio lo sa benissimo ma, come nella tradizione del MoVimento 5 Stelle, se ne frega. "Siamo disponibili - aggiunge - al dialogo sulle presidenze delle Camere ma non in ottica di governo".

"Noi non abbiamo a cuore le poltrone, abbiamo a cuore che venga fatto ciò che i cittadini attendono da 30 anni e che ci hanno dato il mandato di realizzare con oltre il 32% di consenso", ha aggiunto nel messaggio affidato al social network.

"Le parole di Luigi Di Maio sono solo arroganti e per niente utili all'Italia - ha detto il vicesegretario, reggente del Partito democratico, Maurizio Martina -. Sfido chiunque a dimostrare che avevamo una proposta estremista".

"Le nostre misure economiche - conclude Di Maio - saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese: non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. In questo momento - ribadisce - dobbiamo essere tutti responsabili".