Di Maio, non ci spaventa ritorno a urne

Di Maio, non ci spaventa ritorno a urne

Prospera Giambalvo
Marzo 13, 2018

"Chiedo - è il suo appello - responsabilità a tutte le forze politiche: il debito, la disoccupazione, la tassazione delle imprese e la disoccupazione giovanile non aspettano le liti di partito". "Forse stanno chiedendo di tornare a votare per un segnale ancora più forte?" dice Di Maio rivolgendosi agli altri partiti. Niente di tutto questo però nella risposta di Di Maio: "Noi abbiamo come Paese un grande deficit politico, come non essere stato presente quando si discutevano grandi dossier".

Il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, incontrando la stampa estera è tornato sui temi caldi dell'attualità politica.

Italpress offre a tutti gli opinion maker un panorama completo della politica nazionale, nell'assoluto rispetto dell'etica professionale e dell'oggettività giornalistica. "Non c'è da fare alleanze ma da risolvere problemi". "Gli italiani votando M5s hanno votato un candidato premier, una squadra, un programma".

CONTRO PADOAN - Infine la stoccata a Pier Carlo Padoan che a Bruxelles, al termine dell'Ecofin, ha parlato di instabilità in Italia. "Sempre più gente si convince che il M5s è l'unica speranza per poter tirare fuori questo Paese dal baratro delle dinamiche di partito".

"Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo o un governo diverso da quello che la volontà popolare ha espresso".

"La linea di politica estera del M5s non è una linea che tende ad isolare l'Italia, vogliamo mantenere solide relazioni con gli alleati, l'Italia resterà nell'Ue e resterà all'interno della Nato e alleata con l'Occidente".

"C'è - ha aggiunto - la grande opportunità di realizzare ciò che l'Italia aspetta da 30 anni. Gli italiani hanno dato un segnale che va colto: un voto post ideologico, dove non ci sono più destra e sinistra, con un 32% di preferenze a un programma che non è mai stato estremista, e non è contro l'euro". Il deputato pentastellato esclude poi che l'elezione dei presidenti di Camera e Senato riguardino dinamiche di governo, essendo figure di garanzia; dunque, un'apertura questa, ad altre forze politiche.