Berlusconi-De Gregorio, Corte dei conti apre inchiesta su compravendita senatori

Berlusconi-De Gregorio, Corte dei conti apre inchiesta su compravendita senatori

Prospera Giambalvo
Marzo 13, 2018

Sarà la magistratura contabile stavolta ad indagare sulla presunta compravendita di senatori che provocò la caduta del governo Prodi e che vide indagati a Napoli, Silvio Berlusconi, l'ex senatore Sergio De Gregorio ed il giornalista Valter Lavitola. La Corte dei Conti ha deciso di aprire un fascicolo sulla vicenda ed ha incaricato la Guardia di finanza di acquisire tutti gli atti del procedimento prodotto al tempo dalla procura di Napoli. L'ipotesi dei pm contabili è che il boom dello spread possa essere contestato proprio ai protagonisti della compravendita di senatori che portò al crollo del governo Prodi. Poi in Appello, nel 2017, era arrivata la prescrizione. Nel processo penale seguito alla vicenda, Berlusconi è stato condannato in primo grado e assolto per avvenuta prescrizione in secondo. "Tant'è vero che il 24 gennaio 2008, votando la sfiducia alla maggioranza della quale solo quattro mesi prima faceva parte, De Gregorio contribuì a mettere la parola fine al secondo esecutivo guidato da Romano Prodi", scrissero allora i giudici in merito al caso.

La Corte dei Conti potrebbe quindi chiedere al leader di Forza Italia fino al doppio della somma pagata a Sergio De Gregorio (quindi 6 milioni di euro) nonché decine di miliardi per la salita dello spread.

Ma c'è di più: la Corte dei Conti pare intenzionata a chiedere a Berlusconi anche un danno d'immagine.

Silvio Berlusconi rischia di dover risarcire lo Stato italiano per "danno d'immagine".