Berlusconi 'apre' al Pd ma Salvini lo stoppa

Berlusconi 'apre' al Pd ma Salvini lo stoppa

Prospera Giambalvo
Marzo 13, 2018

No a nuove elezioni e il Pd deve sostenere il nuovo governo. "Credo che responsabilità significhi prendere atto del fatto che Salvini è il leader del partito più votato all'interno della coalizione più votata". I "top" 5 eletti al Senato hanno visto ai primi due posti due candidati senatori alto atesini del Svp che sono divenuti record di votazioni, battendo M5s, Lega e Forza Italia. Al quarto posto la responsabile della campagna elettorale di Forza Italia e strettissima collaboratrice di Silvio Berlusconi, Licia Ronzulli, che viene eletta con il 56,8% dei consensi; al quinto posto tra i "top" il responsabile economico di Matteo Salvini e della Lega, Borghesi, eletto col 56,2%.

Diversa l'ipotesi lanciata da Renato Brunetta, capogruppo uscente di FI alla Camera, secondo il quale è il centrodestra nel suo insieme che ha vinto e che "potrebbe anche dire 'diamo una presidenza delle Camere al Pd, nella linea di un percorso da costruire, di un appoggio esterno al prossimo governo".

"Nuove elezioni sarebbero allo stesso tempo un pessimo segnale per la democrazia e una strada probabilmente non risolutiva". "Lasciare che Salvini conduca le trattative - aggiunge - non esclude cercare delle convergenze con altre forze. Ma sempre nello spirito della lealtà". Per quanto riguarda la composizione del nuovo governo, "non vedo - osserva - come la Lega possa collaborare con i Cinque Stelle. Salvini non fara' una scelta cosi' in contrasto con i suoi elettori".

"Gli italiani hanno deciso di dare una maggioranza al centrodestra, ma anche di non assegnare ad alcun partito o coalizione la forza di governare da sola". Un monito che è diretto anche a Salvini, il quale pensa a un accordo con i pentastellati sulla presidenza delle Camere. Accordo sul quale Berlusconi non sembra affatto in sintonia: "Il risultato elettorale non consente alcun automatismo". Voglio essere ancora più esplicito: non considero migliore una legge elettorale che consegni il governo del Paese a una minoranza, qualunque essa sia. II voto ha detto con chiarezza che oggi una maggioranza politica fra gli elettori non c'è. Naturalmente Forza Italia è in grado di esprimere figure perfettamente adeguate a questi ruoli. "Ma io continuo a pensare che - come in tutto il mondo - il futuro sarà dei liberali, dei cattolici, dei moderati".