Omicidio Macerata, convalidato fermo altri 2 nigeriani

Omicidio Macerata, convalidato fermo altri 2 nigeriani

Prospera Giambalvo
Febbraio 15, 2018

Uno ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere e l'altro ha negato ogni accusa sostenendo non solo di non conoscere Pamela ma di non essere mai stato in quella casa. Entrambi, fermati con l'accusa di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, in concorso con il connazionale Innocent Oseghale arrestato poco dopo il ritrovamento del cadavere di Pamela, restano in carcere.

Oltre che l'appartamento di via Spalato dove la 18enne sarebbe stata uccisa e sezionata, i tecnici stanno esaminando anche l'auto a bordo della quale Oseghale avrebbe caricato e trasportato i due trolley con i resti della ragazza prima di abbandonarli nel fossato di una strada nella zona industriale di Pollenza. I due legali attendono ora di leggere l'ordinanza del gip, Giovanni Maria Manzoni, di convalida del fermo operato dai carabinieri del Comando provinciale di Macerata coordinati dalla locale Procura. Di certo - ha detto l'avvocato Borgani - il gip "ha convalidato con un provvedimento molto motivato". Per i due - Lucky Awelima e Desmond Lucky - inizia l'interrogatorio di convalida del fermo dinanzi al Gip di Macerata. Le risposte del Ris, attese nel giro di una settimana, saranno decisive per attribuire eventuali responsabilità dei quattro indagati nigeriani. Ciò che è emerso finora, però, viene ritenuto già rilevante. A seguire saranno interrogati tutti gli altri indagati comprese anche le persone che sono detenute agli arresti domiciliari.

Il quarto indagato, a differenza degli altri, sta mostrando un atteggiamento "collaborativo". L'ipotesi che qualcuno degli indagati avesse competenze per farlo, nonostante avessero svolto lavori solo da artigiani, per esperienze maturate in patria, dove pratiche negromantiche sono assai diffuse.

Intanto c'è da ricordare anche che la Procura ha affidato all'analista forense Luca Russo il compito di esaminare altri due telefoni, quelli di Awelima, bloccato a Milano mentre andava in Svizzera.