Caso Alcoa, firmata la cessione dello stabilimento di Portovesme

Caso Alcoa, firmata la cessione dello stabilimento di Portovesme

Bruto Chiappetta
Febbraio 15, 2018

Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti, non solo "gestira' la transizione industriale" dello stabilimento ex Alcoa nelle mani di Sider Alloys ma "sara' verificata anche la possibilita' di una sua partecipazione azionaria al capitale del gruppo svizzero per rafforzare l'investitore" dice il ministro, tratteggiando cosi' una possibile 'estensione' del ruolo di Invitalia che diventerebbe parte attiva e pubblica dei progetti di rilancio industriali non solo di Alcoa ma in tutte quelle crisi industriali per le quali si potesse aprire uno spiraglio di ripartenza. La firma, si legge in una nota del Mise, avverrà alla presenza del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda e dell'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri. Diciamo che abbiamo rimesso un po' in fila le cose: "dove tre anni fa c'era solo disperazione, oggi c'è fortissima speranza", così il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha commentato la firma con cui oggi Sider Alloys ha acquisito la proprietà degli impianti ex Alcoa di Portovesme. Non siamo ancora fuori dalla crisi. "Questo è solo un punto di partenza: si potrà festeggiare quando uscirà il primo lingotto", ha detto il ministro, che sottolinea anche il fatto che, oggi come oggi, "l'Italia l'alluminio lo importa".

"Far ripartire una produzione importantissima per la Sardegna ma anche per l'intera Italia vuol dire salvare centinaia di posti di lavoro che tre anni fa sembravano assolutamente persi e che invece oggi possiamo pensare a buon diritto di riportare nella produzione dell'alluminio". Abbiamo lavorato per gli operai . Le condizioni raggiunte, conclude Pigliaru, "sono relativamente competitive contro i demagogismi e le facili soluzioni". Due anni dopo cominciò la ricerca di un potenziale investitore, che terminò con la proposta di Syder Alloys di rilanciare il sito in cambio di un contratto di sviluppo. "Ciò che ci lascia perplessi - ha aggiunto Roberto Puddu - è che non ci sia ancora stato, come concordato ed annunciato, il confronto preventivo tra la Sider Alloys e le organizzazioni sindacali sul piano industriale e sugli organici necessari per la ripresa della produzione a pieno regime".